Beata Antonia Maria Verna:12 giugno


icona Beata Antonia Maria Verna per mano di Cristina Capella (www.mirabileydio.it)


Beata Antonia Maria Verna (www.mirabileydio.it)

Con la beatificazione presieduta domenica 2 ottobre 2011 dal cardinale Bertone, un’altra splendida figura di donna si è aggiunta alla serie dei santi sociali piemontesi: Antonia Maria Verna, fondatrice delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione (Suore di Ivrea).La fondatrice delle Suore della Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, nacque a Pasquaro una frazione di Rivarolo Canavese (TO) il 12 giugno 1773. 
Precocemente sentì la chiamata alla vita religiosa, già a 15 anni lasciò la famiglia andandosi ad appartare in un luogo non meglio identificato, dopo un anno nel 1789, ritornò alla casa paterna, dando inizio al suo apostolato tra i fanciulli della frazione, che proseguì fino al 1796-97, quando si trasferì definitivamente a Rivarolo Canavese dando seguito alla sua attività di apostolato.
In seguito frequentò la ‘Scuola del Gesù’ (Istituto Rigoletti) in San Giorgio Canavese, trovandosi così contemporaneamente come maestra in un posto e studente in un altro.
Nel 1806 si unì ad un gruppo di compagne, per espletare quell’apostolato di insegnamento ai fanciulli, istruzione catechistica e assistenza domiciliare agli ammalati, che da sola ormai non riusciva più a far fronte; gettava così le basi a Rivarolo di una nuova Istituzione, che però andò a rilento nella sua realizzazione a causa delle difficoltà e cavilli frapposti dalle autorità civili.
Nel 1819 riuscì ad aprire una casa, finché dopo ventidue anni di continue lotte e speranze, con decreto del 7 marzo 1828, il re Carlo Felice, diede la tanto attesa approvazione sovrana, seguita il 10 giugno dello stesso anno, ad opera del vescovo di Ivrea, dalla vestizione e professione religiosa della fondatrice, madre Antonia Maria Verna e delle prime “Figlie della Carità dell’Immacolata Concezione” nome assunto dalla nuova Congregazione, poi denominata d’Ivrea.
Ne venne confermata superiora e dovette ancora lottare negli anni successivi, in difesa dell’esistenza della sua fondazione, specie negli anni 1834 e 1835.
La “passione del Regno di Dio” fu la padrona del suo animo, sin da quando era fanciulla e il mondo intorno a lei si affannava alla ricerca di un equilibrio che voleva fare a meno di Dio e delle sue leggi; questa passione fu l’unica legge della sua vita.
Sfinita dalle lotte ma con l’animo sereno, dopo breve malattia morì a Rivarolo Canavese il 25 dicembre 1838 e tumulata nel sotterraneo della chiesa parrocchiale.

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