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Icona di Cristo-Vite

ICONA Cristo-vite
ICONA Cristo-vite con gli Apostoli-

Cristo “Vite Vera” 

(ampelos)

 

<< In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli”.>>

  ( Gv 15,1-8)

 

Il tema iconografico di Cristo “Vite vera” appare nel xv secolo dopo la caduta di Costantinopoli, si trova in affreschi ed icone sia sull’isola di Creta che sul Monte Athos, dove avevano trovato rifugio e lavoro gli iconografi fuggiti dai Turchi.

Nell’icona, Cristo nella tipologia del Pantocratore, è inserito al centro della vite nell’atto di benedire.

Dal tronco della vite (i due ceppi richiamano la natura divina e umana di Gesù Cristo) si dipartono i dodici tralci con grappoli e foglie, che in girali sostengono i dodici apostoli, rappresentanti la Santa Chiesa .

Collocati come nell’iconostasi attorno a Cristo troviamo alla  Sua destra S. Pietro e alla sinistra S. Paolo. Dall’alto in basso sul lato sinistro: S. Giovanni Ev.,S. Marco Ev., S. Andrea, S. Bartolomeo, S. Tommaso. Dall’alto in basso sul lato destro: S. Matteo Ev.,S. Luca Ev.,S. Simone, S. Giacomo, S. Filippo .

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San Marco Evangelista : 25 Aprile

San Marco Evangelista(www.mirabileydio.it)

http://www.mirabileydio.it

SAN MARCO EVANGELISTA

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Pare che il secondo evangelista avesse due nomi,quello ebraico di Giovanni e quello romano di Marco.

Era figlio di una delle tante Maria di Gerusalemme che seguirono devotamente Gesù e poi ospitarono i Suoi primi seguaci.

 

Si crede che Marco,giovinetto,assistesse alla cattura di Gesù nell’orto degli ulivi e che proprio alla sua casa bussasse S.Pietro la notte in cui l’Angelo lo liberò dalle catene.

Ma anche se il giovane Marco non conobbe direttamente il Redentore,seppe da Pietro tutto ciò che aveva fatto e aveva detto.

Seguì l’Apostolo,suo padre spirituale,a Roma dove ascoltò assiduamente la sua catechesi.

 

San Marco avrebbe predicato il Vangelo di Cristo non solo a Roma ma anche ad Alessandria d’Egitto dove avrebbe fondato la prima Chiesa e dove sarebbe stato martirizzato.

 

Nell’828 due mercanti veneziani trafugarono il corpo dell’Evangelista per sottrarlo alla terra dominata dagli infedeli.Le reliquie di San Marco giunsero nella città di Venezia dove furono poste nella Basilica che porta il suo nome.

 

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San Marco Evangelista :25 Aprile

SAN MARCO EVANGELISTA

 

http://www.mirabileydio.it

Pare che il secondo evangelista avesse due nomi,quello ebraico di Giovanni e quello romano di Marco.

Era figlio di una delle tante Maria di Gerusalemme che seguirono devotamente Gesù e poi ospitarono i Suoi primi seguaci.

Si crede che Marco,giovinetto,assistesse alla cattura di Gesù nell’orto degli ulivi e che proprio alla sua casa bussasse S.Pietro la notte in cui l’Angelo lo liberò dalle catene.

Ma anche se il giovane Marco non conobbe direttamente il Redentore,seppe da Pietro tutto ciò che aveva fatto e aveva detto.

Seguì l’Apostolo,suo padre spirituale,a Roma dove ascoltò assiduamente la sua catechesi.

San Marco avrebbe predicato il Vangelo di Cristo non solo a Roma ma anche ad Alessandria d’Egitto dove avrebbe fondato la prima Chiesa e dove sarebbe stato martirizzato.

Nell’828 due mercanti veneziani trafugarono il corpo dell’Evangelista per sottrarlo alla terra dominata dagli infedeli.Le reliquie di San Marco giunsero nella città di Venezia dove furono poste nella Basilica che porta il suo nome.

“Infinita è la grazia che i Santi ricevono da Cristo.

Le loro reliquie,per la forza di Dio, operano .

continuamente miracoli;i loro nomi ,invocati con fede,

risanano malattie incurabili.

Per la loro intercessione,Signore,liberaci dalle passioni

dell’anima e del corpo,Tu che sei l’amico degli uomini ! “

(dai Vespri della Festa dei Santi)

www.mirabileydio.it

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San Giovanni Evangelista

San Giovanni evangelista

                 27 dicembre

    Betsaida              Iulia, I secolo – Efeso, 104 ca.

     Il più giovane e il più longevo degli Apostoli; il discepolo più presente nei grandi avvenimenti della vita di Gesù; autore del quarto Vangelo e dell’Apocalisse.Giovanni era originario della Galilea, di una zona sulle rive del lago di Tiberiade (forse Betsaida Iulia), figlio di Zebedeo e di Salome, fratello di Giacomo il Maggiore; la madre era nel gruppo di donne che seguivano ed assistevano Gesù salendo fino al Calvario, forse era cugina della Madonna; il padre aveva una piccola impresa di pesca sul lago  con dipendenti. Pur essendo benestante e con conoscenze nelle alte sfere sacerdotali, non era mai stato alla scuola dei rabbini e quindi era considerato come ‘illetterato e popolano’, tale che qualche studioso ha avanzato l’ipotesi che lui abbia solo dettato le sue opere, scritte da un suo discepolo. Giovanni è da considerarsi in ordine temporale come il primo degli apostoli conosciuto da Gesù, come è l’ultimo degli Apostoli viventi, con cui si conclude la missione apostolica tesa ad illuminare la Rivelazione.Infatti egli era già discepolo di s. Giovanni Battista, quando questi additò a lui ed Andrea Gesù che passava, dicendo “Ecco l’Agnello di Dio” e i due discepoli udito ciò presero a seguire Gesù, il quale accortosi di loro domandò: “Che cercate?” e loro risposero: “Rabbi dove abiti?” e Gesù li invitò a seguirlo fino al suo alloggio, dove si fermarono per quel giorno; “erano le quattro del pomeriggio”, specifica lui stesso, a conferma della forte impressione riportata da quell’ incontro. In seguito si unì agli altri apostoli, quando Gesù passando sulla riva del lago, secondo il Vangelo di Matteo, chiamò lui e il fratello Giacomo intenti a rammendare le reti, a seguirlo ed essi “subito, lasciata la barca e il padre loro, lo seguirono”.Da allora ebbe uno speciale posto nel collegio apostolico, era il più giovane ma nell’ elenco è sempre nominato fra i primi quattro, fu prediletto da Pietro, forse suo compaesano, ma soprattutto da Gesù al punto che Giovanni nel Vangelo chiama se stesso “il discepolo che Gesù amava”.Fra i discepoli di Gesù fu infatti tra gli intimi con Pietro e il fratello Giacomo, che accompagnarono il Maestro nelle occasioni più importanti, come quando risuscitò la figlia di Giairo, nella Trasfigurazione sul Monte Tabor, nell’agonia del Getsemani.Con Pietro si recò a preparare la cena pasquale e in questa ultima cena a Gerusalemme ebbe un posto d’onore alla destra di Gesù, e dietro richiesta di Pietro, Giovanni appoggiando con gesto di consolazione e affetto la testa sul petto di Gesù,gli chiese il nome del traditore fra loro.Dopo essere scappato con tutti gli altri, quando Gesù fu catturato, lo seguì con Pietro durante il processo e unico tra gli Apostoli si trovò ai piedi della croce accanto a Maria,che da Gesù gli fu affidata ,dalla  croce.Fu insieme a Pietro, il primo a ricevere l’annunzio del sepolcro vuoto da parte della Maddalena e con Pietro corse al sepolcro giungendovi per primo ,ma entrato dopo di lui poté vedere per terra i panni in cui era avvolto Gesù,  e credette nella Resurrezione.Giovanni fu presente alle successive apparizioni di Gesù agli apostoli e il primo a riconoscerlo quando avvenne la pesca miracolosa sul lago di Tiberiade; assistette al conferimento del primato a Pietro; insieme ad altri apostoli ricevette da Gesù la solenne missione apostolica e la promessa dello Spirito Santo, che ricevette nella Pentecoste .Seguì quasi sempre Pietro nel suo apostolato, era con lui quando operò il primo clamoroso miracolo della guarigione dello storpio alla porta del tempio chiamata “Bella”; insieme a Pietro fu più volte arrestato dal Sinedrio a causa della loro predicazione, fu flagellato insieme al gruppo degli arrestati.Con Pietro, narrano gli Atti degli Apostoli, fu inviato in Samaria a consolidare la fede già diffusa da Filippo.San Paolo verso l’anno 53, lo qualificò insieme a Pietro e Giacomo il Maggiore come ‘colonne’ della nascente Chiesa.Il fratello Giacomo fu decapitato verso il 42 da Erode AgrippaI, protomartire fra gli Apostoli; Giovanni, secondo antiche tradizioni, lasciata definitivamente Gerusalemme (nel 57 già non c’era più) prese a diffondere il cristianesimo nell ’Asia Minore, reggendo la Chiesa di Efeso e altre comunità della regione.Anche Giovanni adempì la profezia di Gesù di imitarlo nella passione; anche se non subì il martirio come il fratello e gli altri apostoli, dovette patire la persecuzione di Domiziano(51-96) la seconda contro i cristiani, che negli ultimi anni del suo impero, 95 ca., conosciuta la fama dell’apostolo, lo convocò a Roma e dopo averlo fatto rasare i capelli in segno di scherno, lo fece immergere in una caldaia di olio bollente davanti alla porta Latina; ma Giovanni ne uscì incolume.Fu poi esiliato nell’isola di Patmos (arcipelago delle Sporadia circa 70 km da Efeso) a causa della sua predicazione e della testimonianza di Gesù. Dopo la morte di Domiziano, salì al trono l’imperatore Nerva (96-98) tollerante verso i cristiani;quindi Giovanni poté tornare ad Efeso dove continuò ad esortare i fedeli all’amore fraterno, finché ultracentenario morì verso il 104, cosicché il più giovane degli Apostoli, il vergine perché non si sposò, visse più a lungo di tutti portando con la sua testimonianza, l’insegnamento di Cristo fino ai cristiani del II secolo.Sulla sua tomba ad Efeso, fu edificata nei secoli V e VI una magnifica basilica. In vita la tradizione e gli antichi scritti gli attribuiscono svariati prodigi, come di essersi salvato senza danno da un avvelenamento e dopo essere stato buttato in mare; ad Efeso risuscitò anche un morto.Alle riunioni dei suoi discepoli, ormai vecchissimo, veniva trasportato a braccia, ripetendo soltanto “Figlioli, amatevi gli uni gli altri” e a chi gli domandava perché ripeteva sempre la stessa frase, rispose: “ Perché è precetto del Signore, se questo solo si compia, basta”.Fra tutti gli apostoli e i discepoli, Giovanni fu la figura più luminosa e più completa, dalla sua giovinezza trasse l’ardore nel seguire Gesù e dalla sua longevità la saggezza della sua dottrina e della sua guida apostolica, indicando nella Grazia la base naturale del vivere cristiano. Impetuoso, tanto da essere chiamato insieme al fratello Giacomo ‘figlio del tuono’, ma sempre zelante in tutto;teologo altissimo, specie nel mettere in risalto la divinità di Gesù, mistico sublime e anche storico scrupoloso,sottolineando accuratamente l’umanità di Cristo, raccontando particolari umani come la cacciata dei mercanti dal tempio, il sedersi stanco, il piangere per Lazzaro, la sete sulla croce, il proclamarsi uomo, ecc.Giovanni è chiamato giustamente l’Evangelista della carità e il teologo della verità e luce, egli poté conoscere la verità,perché si era fatto conoscere dal divino amore.Il suo Vangelo, il quarto, ebbe a partire dal II secolo la definizione di “Vangelo spirituale” che l’ha accompagnato nei secoli; Origene nel III secolo, per la sua alta qualità teologica lo chiamò ‘il fiore dei Vangeli’.Gli studiosi affermano che l’opera ebbe una vicenda editoriale svolta in più tappe; essa parte nell’ambiente palestinese, da una tradizione orale legata all’apostolo Giovanni, datata negli anni successivi alla morte di Cristo e prima del 70,esprimendosi in aramaico; poi si ha un edizione del vangelo in greco, destinata all’Asia Minore  alla città di Efeso e qui collabora alla stesura un‘evangelista’, discepolo che raccoglie il messaggio dell’apostolo e lo adatta ai nuovi lettori.Inizialmente il vangelo si concludeva con il capitolo 20, diviso in due grandi sezioni; dai capitoli 1 a 12 chiamato“Libro dei segni”, cioè dei sette miracoli scelti da Giovanni per illustrare la figura di Gesù, Figlio di Dio e dai capitoli 13 a 20 chiamato “Libro dell’ora”, cioè del momento supremo della sua vita offerta sulla croce, che contiene i “discorsi di addio” dell’ultima Cena. Alla fine del I secolo comparvero i capitoli finali da 21 a 23, dove si allude anche alla morte dell’apostolo.All’inizio del Vangelo di Giovanni è posto un prologo con un inno di straordinaria bellezza, divenuto una delle pagine più celebri dell’intera Bibbia e che dal XIII secolo fino all’ultimo Concilio, chiudeva la celebrazione della Messa: “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio….”.L’Apocalisse come già detto è l’unico libro profetico del Nuovo Testamento e conclude il ciclo dei libri sacri e canonici riconosciuti dalla Chiesa, il suo titolo in greco vuol dire ‘Rivelazione’.Denso di simbolismi, è un messaggio concreto di speranza, rivolto alle Chiese in crisi interna e colpite dalla persecuzione di Babilonia o della bestia, cioè la Roma imperiale, affinché ritrovino coraggio nella fede,dimostrandolo con la testimonianza.È un’opera di grande potenza e suggestione e anche se il linguaggio e i simboli sono del genere ‘apocalittico’,corrente letteraria e teologica molto diffusa nel giudaismo,il libro si autodefinisce ‘profezia’, cioè lettura dell’azione di Dio all’ interno della storia.Colori, animali, sogni, visioni, numeri, segni cosmici, città,costellano il libro e sono gli elementi di questa interpretazione della storia alla luce della fede e della speranza.Il libro inizia con la scena della corte divina con l’Agnello- Cristo e il libro della storia umana e alla fine dell’opera c’è il duello definitivo tra Bene e Male, cioè tra la Chiesa e la Prostituta (Roma) imperiale, con la rivelazione della Gerusalemme celeste, dove si attende la venuta finale del Cristo Salvatore.Di Giovanni esistono anche tre ‘Epistole’ scritte probabilmente a Efeso, che hanno lo scopo di sottolineare e difendere presso determinati gruppi di fedeli (o uno solo, con la terza) alcune verità fondamentali, che erano attaccate da dottrine gnostiche.San Giovanni ha come simbolo l’aquila, perché come si credeva che l’aquila potesse fissare il sole, anche lui nel suo Vangelo fissò la profondità della divinità.È il patrono della Turchia e dell’Asia Minore, patronato confermato da papa Benedetto XV il 26 ottobre 1914; giacché Gesù gli affidò la Vergine Maria, è considerato patrono delle vergini e delle vedove; per i suoi grandi scritti è patrono dei teologi, scrittori, artisti; per il suo supplizio dell’olio bollente, protegge tutti coloro che sono esposti a bruciature oppure hanno a che fare con l’olio, quindi:proprietari di frantoi, produttori di olio per lampade,armaioli; patrono degli alchimisti, è invocato contro gli avvelenamenti e le intossicazioni alimentari.Anche i “Quattro Cavalieri dell’Apocalisse” che rappresentano conquista, guerra, fame, morte, sono un suo simbolo. In Oriente il suo culto aveva per centro principale Efeso, dove visse e l’isola di Patmos   nel Dodecanneso dove fu esiliato  e dove nel secolo XI  S. Cristodulo fondò un monastero a lui dedicato, inglobando la grotta dove l’apostolo ricevette le rivelazioni e scrisse l’Apocalisse.In Occidente il suo culto si diffuse in tutta Europa e templie chiese sono a lui dedicate un po’ dappertutto, ma la chiesa principale costruita in suo onore è S. Giovanni in Laterano,la cattedrale di Roma.Inizialmente i grandi santi del primo cristianesimo Stefano,Pietro, Paolo, Giacomo, Giovanni, erano celebrati fra il Natale e la Circoncisione (1° gennaio); poi con lo spostamento in altre date di s. Pietro, s. Paolo e s. Giacomo, rimasero solo s. Stefano il 26 dicembre e s. Giovanni apostolo ed evangelista il 27 dicembre.

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San Matteo apostolo(21 settembre)

ICONA DI SAN MATTEO (2008)

San Matteo Apostolo ed evangelista

 

21 settembre

 

I secolo dopo Cristo

 

Matteo, chiamato anche Levi, viveva a Cafarnao ed era pubblicano, cioè esattore delle tasse. Seguì Gesù con grande entusiasmo, come ricorda San Luca, liberandosi dei beni terreni. Ed è Matteo che nel suo vangelo riporta le parole Gesù: “Quando tu dai elemosina, non deve sapere la tua sinistra quello che fa la destra, affinché la tua elemosina rimanga nel segreto… “. Dopo la Pentecoste egli scrisse il suo vangelo, rivolto agli Ebrei, per supplire, come dice Eusebio, alla sua assenza quando si recò presso altre genti. Il suo vangelo vuole prima di tutto dimostrare che Gesù è il Messia che realizza le promesse dell’ Antico Testamento, ed è caratterizzato da cinque importanti discorsi di Gesù sul regno di Dio. Probabilmente la sua morte fu naturale, anche se fonti poco attendibili lo vogliono martire di Etiopia.

Gli apostoli ed evangelisti, vestiti con chitone ed imation (tunica e manto) e con la fascia dorata sulla spalla(clavio),appaiono sulle porte sante al centro dell’iconostasi come pure intorno alla Deesis (intercessione). Lo sguardo dell’apostolo è rivolto a Cristo al centro della Deesis ,nell’ascolto interiore dello Spirito Santo, che dà corpo alla parola ispirata. ”Voi siete la luce del mondo;

non può restare nascosta una città collocata sopra un monte”

(Mt 5,14)