Santa Caterina (Vigri) da Bologna : 9 marzo

ICONA CATERINA DA BOLOGNA

icona Santa Caterina da Bologna
Icona di Santa Caterina (Vigri) da Bologna-www.mirabileydio.it

Bologna, 8 settembre 1413 – ivi, 9 marzo 1463

Nata a Bologna l’8 settembre 1413 dal ferrarese Giovanni de’ Vigri e Benvenuta Mammolini, Caterina viene educata alla corte Estense, che in quel tempo toccava l’apogeo del suo splendore. Ma proprio qui germoglia in lei la vocazione alla vita consacrata: giovanissima entra tra le Clarisse nel monasero del Corpus Domini di Ferrara. Nel 1456 è chiamata a Bologna a fondare anche qui un monastero intitolato al Corpus Domini. Anima profondamente francescana, vive con gioia interiore l’imitazione di Cristo crocifisso, la contemplazione del Bambino di Betlemme, l’amore per Gesù vivo nell’Eucaristia, con un temperamento vivace, artistico, portato al canto e alla danza:pittrice,miniaturista ,musicista. Caterina compone testi di formazione spirituale e di devozione, e poi un racconto in latino della Passione (cinquemila versi), un breviario bilingue. Si dice che abbia apparizioni e rivelazioni, e intorno a lei comincia a formarsi un clima di continuo miracolo.Muore il 9 marzo 1463 e cominciò subito a realizzarsi una profezia nella quale si era sentita dire dagli angeli quella che sarebbe stata la caratteristica della sua santità: Et gloria eius in te videbitur.Fu seppellita il giorno stesso nella nuda terra, ma dopo diciotto giorni fu dissotterrata, intatta e profumata. In seguito il corpo trovò  collocazione senza alcuna maschera, seduta, visibile a tutti e non sigillata ,nel santuario del Corpus Domini. Ogni anno, dall’8 al 16 marzo, al Monastero del Corpus Domini di Bologna si celebra un Ottavario in onore di Santa Caterina, co-patrona della città.

Le sette armi spirituali di S.Caterina de’ Vigri

CATERINA DA BOLOGNA

Santa Caterina de’ Vigri, la santa ,di Bologna che ha la particolarità di stare seduta, ci ha lasciato in eredità un preziosissimo scritto dal titolo Le sette armi spirituali. Poche pagine in cui compendia l’arte della sopravvivenza contro le insidie del maligno per ottenere la vita eterna.

Sette sono le armi per difenderci dalle tentazioni del maligno, come sette sono i doni dello Spirito Santo. Numero che, biblicamente parlando, rappresenta la pienezza, la perfezione. Perfezione a cui sono chiamati tutti i battezzati: «Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). E questa perfezione la possiamo raggiungere, come ci ricorda la Santa di Bologna, attraverso un vero e proprio combattimento. Vediamo in dettaglio quali sono queste armi.

1- La diligenza, cioè la sollecitudine del bene operare. Scrive la santa bolognese: «Compito dello Spirito Santo è suscitare in noi le buone ispirazioni, ma dovere nostro è accettarle e metterle in pratica, facendo continua violenza alle nostre passioni, che sempre ci spingono al contrario di quello che vuole lo Spirito». Satana ci pungola attraverso immagini, sensazioni, stimoli, a volte anche buoni, a lasciare la via per noi tracciata dallo Spirito Santo, per intraprendere altre vie.

Alla santità, invece, si arriva attraverso la realizzazione del disegno che Dio ha su ciascuna anima; ed ecco perché satana fa di tutto per distruggere questo progetto. Nostro compito è rimanere fedeli alla vocazione, qualunque essa sia, religiosa o familiare e portarla avanti con perseveranza anche di fronte alle difficoltà umane e spirituali.

2- La diffidenza di sé, cioè credere fermamente di non poter fare nulla di buono da se stessi. E’ questa una delle verità più trascurate dal mondo moderno. Quanti oggi sono soggetti a se stessi, al proprio giudizio? Quanti indietreggiano davanti agli elogi che il mondo fa loro? Al contrario si gonfiano di orgoglio credendosi onnipotenti. San Paolo, però, ci ricorda che: «Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Rm 7,19).

Solo la diffidenza di sé, il riconoscersi per quello che realmente si è ci conduce alla salvezza eterna. La vera umiltà consiste proprio in questo: nel riconoscere che Dio è tutto e noi siamo nulla, che Dio può tutto e noi non possiamo nulla, che Dio è il Creatore e noi sue creature. Senza umiltà non si entra in Paradiso.

3- La confidenza in Dio, cioè il credere con tutte le forze che Gesù mai abbandonerà l’anima. Nella malattia, nella sventura, nell’angoscia, nell’aridità, satana sibilerà: «Dove è il tuo Consolatore?». Subito l’anima deve rispondere con forza: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» (Sal 22,1).

4- Memoria della passione e morte di Cristo Gesù, ovvero la contemplazione dell’amore infinito di Dio. La tentazione di superbia, che spesso alberga nel cuore umano, si infrangerà come un onda di fronte allo spettacolo della passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Satana non potrà sostenere lo sguardo interiore che l’anima rivolge a Colui che è stato trafitto e all’istante si allontanerà, lasciando il cuore e la mente libera dai pensieri di orgoglio.

5- Memoria della nostra morte, ovvero il ricordo del giorno in cui ci troveremo faccia a faccia con il Giudice. Nel momento in cui il nostro misero corpo esalerà l’ultimo respiro, cesserà anche la Misericordia di Dio. Quel Gesù che, come un mendicante aveva bussato ripetutamente alla porta del nostro cuore per potervi prendere dimora, alla fine della nostra vita terrena si ergerà come Giudice.

Questo ricordo deve spronare l’anima a compiere il bene; a mettere a servizio delle anime i talenti ricevuti; a vivere in questo mondo come se non gli appartenesse, perché, ci ricorda san Paolo: «Passa la scena di questo mondo!» (1Co 7,31).

6- Memoria del Paradiso, ovvero la contemplazione della infinita bellezza, della infinita sapienza, della infinità carità di Dio: Uno e Trino.

Il Creatore ha preparato per coloro che perseverano nella Verità, doni di inestimabile valore. Perle preziose di incommensurabile bellezza con cui adornerà il vincitore. La memoria di sì tanta soavità deve spronare l’anima a voler godere dei beni futuri e di non preoccuparsi eccessivamente dei beni terreni. Il salmista ci ricorda che «Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo» (Sal 89,10). Il ricordo del Paradiso ci aiuti a vivere con pazienza tutte le avversità che il mondo presenta, per poter godere in eterno della bellezza infinita ed eterna.

7- Memoria della Sacra Scrittura. Leggere, meditare, assaporare ciò che Dio ha lasciato scritto ai suoi figli, è segno di grande saggezza e di sicura vittoria nelle tentazioni. Lo stesso Gesù, nelle tentazioni del deserto, rispose al demonio con le parole della Sacra Scrittura dicendo: «Sta scritto».

Santa Caterina raccomanda alle sue consorelle di «non lasciare andare a vuoto le quotidiane lezioni che si leggono in Coro e alla mensa; pensate anche che il Vangelo e le Epistole, che ogni giorno udite nella Messa, siano lettere mandate a voi dal vostro celeste Sposo e con grande e fervente amore riponetele nel vostro cuore».

Istruiti da Santa Caterina da Bologna, che di tentazioni se ne intendeva, visto le sue innumerevoli battaglie contro il maligno, non mi resta che augurarvi… buona battaglia.

Annalisa Colzi

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San Leone I,detto Magno :10 novembre

icona di San Leone Magno(2017) per mano di Cristina Capella

 

Papa e dottore della Chiesa

10 novembre

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(Papa dal 29/09/440 al 10/11/461)

Arcidiacono (430), consigliere di Celestino I e di Sisto III, inviato da Valentino a pacificare le Gallie, venne eletto papa nel 440 circa. Fu un papa energico, avversò le sopravvivenze del paganesimo; combatté manichei e priscillanisti. Intervenne d’autorità nella polemica cristologica che infiammava l’Oriente, convocando il concilio ecumenico di Calcedonia, nel quale si proclamava l’esistenza in Cristo di due nature, nell’unica persona del Verbo. Nel 452 fu designato dal debole imperatore Valentiniano III a guidare l’ambasceria romana inviata ad Attila. I particolari della missione furono oscuri: è solo che il re degli Unni, dopo l’incontro con la delegazione abbandonò l’Italia. Quando Genserico nel 455 entrò in Roma, Leone ottenne dai Vandali il rispetto della vita degli abitanti, ma non poté impedire l’atroce saccheggio dell’Urbe. Dotato di un alto concetto del pontificato romano, fece rispettare ovunque la primazia del vescovo di Roma. Compose anche preghiere contenute nel “Sacramentario Veronese”. Benedetto XIV, nel 1754 lo proclamò dottore della Chiesa, E’ il primo papa che ebbe il titolo di Magno (Grande).

Come modello ho utilizzato l’affresco del santo a Santa Maria Antiqua (Roma).

“Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l’unzione dello Spirito Santo poi sono consacrati sacerdoti. Non c’è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani sono rivestiti di un carisma spirituale e soprannaturale, che li rende partecipi della stirpe regale e dell’ufficio sacerdotale. Non è forse funzione regale il fatto che un’anima, sottomessa a Dio, governi il suo corpo? Non è forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull’altare del cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? Per grazia di Dio queste funzioni sono comuni a tutti.”

( Dai «Discorsi» di san Leone Magno)

Santo Natale 2016

Santo Natale di N.S.Gesù Cristo, 2016www-kizoa-com_collage_2016-12-11_14-32-422

“Sorgerà come stella del mattino,
altissimo Signore sulle genti,
e la sua gloria splenderà nei cieli ”
.(Antifona ambrosiana)

Auguri di un Santo Natale 2016

da Cristina Capella

Madre della Consolazione e del Sollievo, di Vatopedi (Panagia Paramythia )

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Panaghia Paramythia

L’icona della ΠΑΝΑΓΙΑ ΠΑΡΑΜΥΘΙΑ (Panaghia Paramythia), è una miracolosa immagine della Madre di Dio dell’VIII sec., venerata presso il Monastero di Vatopedi del Monte Athos, in Grecia. Si tratta di…

 

Sorgente: Madre della Consolazione e del Sollievo, di Vatopedi (Panagia Paramythia )

Icone sacre a Comerio:I 20 MISTERI DEL ROSARIO

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ICONE SACRE:

I 20 MISTERI DEL ROSARIO

Itinerario orante tra Oriente ed Occidente

Mostra di icone per  mano di Cristina Capella.

 

Chiesa di San Celso 

Comerio (VA)

1-2 ottobre 2016

 

Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone

dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi .

 

Sabato 1 ottobre: ore 10 -12 e 15-19 ; apertura serale 20-22

Domenica 2 ottobre: ore 9-12 e 15-19

Per informazioni: tel.0332-329904

cristina@mirabileydio.it

http://www.mirabileydio.it

PER INFORMAZIONI

Icone Sacre a Comerio: I 20 MISTERI DEL ROSARIO 1-2-ottobre 2016

ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIO

Itinerario orante tra Oriente ed Occidente

Mostra di icone per  mano di Cristina Capella.

Chiesa di San Celso 

Comerio (VA)

1-2 ottobre 2016

 

 

Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone

dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi .

Sabato 1 ottobre: ore 10 -12 e 15-19 ; apertura serale 20-22

Domenica 2 ottobre: ore 9-12 e 15-19

Per informazioni: tel.0332-329904

cristina@mirabileydio.it

http://www.mirabileydio.it

Salus Populi Romani

icona della Madre di Dio Salus Poluli Romani-per mano di Cristina Capella
icona della Madre di Dio Salus Poluli Romani-per mano di Cristina Capella

SALUS POPULI ROMANI

 

 

L’icona mariana detta “Salus populi romani” è tra le immagini più venerate di Roma. Si trova nella Basilica di Santa Maria Maggiore, venerata come Madonna di S. Luca.

 

Il tipo iconografico è quello dell’Odigitria, ma si tratta di una variante romana.

 

Vari Santi in ogni tempo hanno avuto un culto speciale per questa Madonna:

-i Santi Cirillo e Metodio, nei loro numerosi soggiorni romani.

-S. Enrico, venuto nel 1014 per essere incoronato Imperatore , passò la notte in preghiera  davanti a questa icona

Santa Brigida, quando abitò a Roma nel 1372

S. Carlo Borromeo volle essere ordinato Sacerdote al suo cospetto nel 1563

S. Francesco Borgia ottenne il permesso da San Pio V° di farne più copie, una delle quali accompagnò nella missione il beato Ignazio di Azevedo fino al martirio nel 1570

-e ancora… S. Luigi Gonzaga e S. Giovanni Berchmans.

I Gesuiti, sull’esempio del loro fondatore, Sant’Ignazio, ebbero l’immagine in grande onore.

 

“A Te affidiamo tutta la Chiesa e l’intera umanità,

con speciale pensiero per quegli uomini e per

quei popoli che ne hanno particolarmente bisogno

e il cui affidamento e la cui consacrazione

Tu maggiormente desideri.”

(San Giovanni Paolo II)

 

Madre di Dio di Petrov

MADRE DI DIO PETROVSKAJA San Pietro di Kiev  è stato un monaco e arcivescovo ortodosso ucraino, metropolita di Mosca e di tutta la Russia e rinomato iconografo; fu il metropolita russo che spostò i…

Sorgente: Madre di Dio di Petrov

Mercoledì di Mezzapentecoste -Gesù tra i dottori nel Tempio: Icona della festa di Mesopentecoste

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Icona di Mesopentecoste. Per mano di Cristina Capella
Icona di Mesopentecoste.
Per mano di Cristina Capella .www.mirabileydio.it

Nella Chiesa ortodossa  il mercoledì della IV settimana di Pasqua

viene detto mercoledì di mesopentikostis  perché segna la metà del pentakostarion, il periodo che dalla Pasqua giunge alla Pentecoste.

Gli inni ricordano tale collocazione mentre il tema della festa è  quello di Gesù Maestro.

Il senso di questa ricorrenza si trova nella innologia dei vespri odierni, che al primo dei tre prosòmia recita: «Eccoci giunti alla metà dei giorni che iniziano con la salvifica risurrezione e ricevono il loro sigillo con la divina pentecoste. Questo giorno risplende dei fulgori che riceve da entrambe, congiunge le due feste ed è venerabile perché annuncia la gloria del Signore».

 

L’icona della festa  mostra il Fanciullo dodicenne che, dopo essere salito con i genitori a Gerusalemme, vi si trattiene nel tempio a discutere con i dottori della Legge.

Gesù è posto al centro dell’icona, assiso tra un semicerchio di anziani che ascoltano la sua parola ed anticipa l’icona della Pentecoste in cui gli Apostoli raccolti in preghiera , ricevono lo Spirito Santo.

La figura di dimensione maggiore e lo scranno più elevato, con uno sgabello per i piedi, mostrano la sua qualità di maestro ; Gesù  ha la pienezza della saggezza, perché è la Sapienza-Sofia di Dio che ha creato il mondo.

 

Pasqua di Risurrezione 2016.

 

Pasqua di Risurrezione 2016.

Cristo,luce del mondo,squarcia le nostre tenebre!

PASQUA DI RISURREZIONE 2016

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Prossima Mostra di ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIO. 21-29/5/2016 a Vicoforte(CN)

Mostra di ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIO. 21-29/5/2016 a Vicoforte(CN)

 

Buon giorno,
 segnalo una mostra di Icone Sacre , che sarà allestita  dal 21 al 29 maggio 2016,
nel Santuario della Natività di Maria ,a Vicoforte(CN).

 ICONE SACRE:
I 20 MISTERI DEL ROSARIO
Itinerario orante tra Oriente ed Occidente
Mostra di icone per  mano di Cristina Capella.

Santuario della Natività di Maria,
Piazza Carlo Emanuele I
Vicoforte (CN)
21-29 MAGGIO 2016.

Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone
dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi .
   
Sabato: 10 -12 e 15-19 (S. Messa  ore 18).
Domenica: 8,30-12 e 15-19 (S. Messe 7,30-9,30-11-16-18).
La mostra resterà chiusa negli orari delle S. Messe .
Giorni feriali: 10 -12 e 15-19.
Per informazioni: tel.0332-329904 / 0174 -565555
cristina@mirabileydio.it

https://www.facebook.com/iconesacremirabile/

https://about.me/cristinacapella
 Cristina Capella
via Giovanni Macchi 126, Varese
21100
tel .:0332329904 

www.mirabileydio.it  

 

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Il mio collage animato

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ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIO. 21-29/5/2016 a Vicoforte(CN)

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Icone Sacre :I 20 Misteri del Rosario.
Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone
dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi.
Dal 21 al 29 MAGGIO 2016 al Santuario della Natività di Maria a Vicoforte(CN).
Mostra di icone per mano di Cristina Capellawww.kizoa.com_collage_2016-03-16_22-02-01

Madre di Dio di Vladimir

MADRE DI DIO DI VLADIMIR Molte sono le Icone antiche che la tradizione vuole essere state dipinte dallo stesso San Luca. È probabile, se si considera San Luca non come il personaggio storico ma com…

Sorgente: Madre di Dio di Vladimir

Santa Margherita da Cortona:22 febbraio

margheritweb

Laviano, Perugia, 1247 – Cortona, Arezzo, 22 febbraio 1297

Nata a Laviano (Perugia) nel 1247.Di umili origini, venne battezzata presso l’antica pieve di Pozzuolo Umbro, dove attualmente sorge la chiesa dei Santi Pietro e Paolo: rimase presto orfana di madre e dall’età di diciassette anni visse come concubina con un nobile di Montepulciano, Arsenio (identificato con Raniero del Pecora, dei signori di Valiano), dal quale ebbe anche un figlio.

La coppia passava molto tempo in una residenza di caccia nelle colline al confine tra Umbria e Toscana, appartenente al feudo valianese dei Del Pecora. Ancora oggi, in questo castello, si trova una cappella ricavata dall’antica entrata del castello dedicata alla santa, che visse in quelle stanze nel XIII secolo.

Nel 1273 Arsenio, durante una battuta di caccia in una delle sue proprietà di Petrignano del Lago, venne aggredito e assassinato da un gruppo di briganti.

Scacciata col figlio dai famigliari dell’amante, rifiutata dal padre e dalla sua nuova moglie, si pentì della sua vita e si convertì. Si avvicinò ai francescani di Cortona, in particolare ai frati Giovanni da Castiglione e Giunta Bevegnati, suoi direttori spirituali e poi biografi: affidò la cura del figlio ai frati minori di Arezzo, e nel 1277 divenne terziaria francescana, dedicandosi esclusivamente alla preghiera ed alle opere di carità.

La sua spiritualità pone attenzione particolare alla Passione di Cristo. Margherita ebbe  numerose esperienze  mistiche . Diede vita ad una congregazione di terziarie, dette le Poverelle; fondò nel 1278 un ospedale presso la chiesa di San Basilio e formò la Confraternita di Santa Maria della Misericordia, per le dame che intendevano assistere i poveri ed i malati.

Donna mistica, ma anche di azione, coraggiosa, ricercata per consiglio, fu attenta alla vita pubblica e, nelle contese tra guelfi e ghibellini, fu operatrice di pace presso i feudi di Montepulciano.

Nella vita della santa scritta dal frate Giunta Bevagnati *, uno dei suoi confessori, si legge che Gesù le chiese: “Che vuoi poverella?” Ella gli rispose: “Signore, mio Gesù, io non cerco, non voglio altra cosa che te!” In un altro di questi mistici colloqui Gesù la paragonò a S. Francesco e S. Chiara, definendola la “Terza Stella” dell’ordine e le disse: “Sii bianca per innocenza, rossa per amore, perché tu sei la terza stella concessa all’Ordine del mio diletto Francesco: questi è infatti la prima nell’Ordine dei Frati Minori; santa Chiara è la seconda nell’Ordine delle Monache; e tu la terza nell’ordine dei Penitenti”.

SANTO NATALE 2015

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Santo Natale 2015

Possano tutti essere abbracciati ,come Maria,
dal Salvatore misericordioso e
“sperimentare  l’amore di Dio
 che consola,
che perdona,
che dona speranza”(Misericordiae Vultus).
Cristina

Il mio collage animato

Beata Vergine Maria di Loreto – 10 dicembre,o Accrescimento della ragione-14 settembre

icona Accrescimento della ragione

 Madre di Dio donatrice dell’intelligenza  o Accrescimento della ragione o Lorezkaja(di Loreto)

14 settembre

 

Madre di Dio aggiunta di ragione o di Loreto
Madre di Dio aggiunta di ragione o di Loreto

A quest’icona i fedeli si rivolgono specialmente per ottenere grazie ai malati di mente, a causa della leggenda sulla genesi dell’icona .

Si narra che a Mosca ,verso la fine del secolo XVII  un iconografo fosse un accanito lettore di libri religiosi ,sia quelli aggiornati dal patriarca Nikon sia quelli dell’epoca precedente alle riforme ,ma quello che leggeva suscitò nella sua anima sconvolgimenti profondi, fino a condurlo alla pazzia. Durante i brevi periodi di lucidità mentale l’uomo pregava la Madre di Dio affinché gli restituisse la ragione. In risposta alle sue preghiere l’iconografo ebbe una visione della Vergine che gli ordinava di dipingere la sua immagine così come gli appariva e di pregare davanti all’icona. Perciò nei brevi momenti di lucidità ,implorati nella preghiera, dipingeva l’immagine della Vergine, e così riuscì a portare a termine la Madre di Dio Accrescimento della ragione .

Non è difficile riconoscere nell’icona la statua lignea della Madonna Lauretana.              La Russia venne a conoscenza del santuario di Loreto verso la metà del XVI secolo attraverso un’opera anonima “Il Racconto sulla Madre di Dio di Loreto”. L’opera fu portata in Russia nel 1528 dagli ambasciatori che avevano visitato il santuario di Loreto. Il Racconto riporta la tradizione loretana e parla di un’immagine venerata nella Santa Casa all’epoca ,di una tavola dipinta e non della statua lignea. La tradizione loretana rimase sconosciuta alla devozione popolare e perciò nacque la leggenda sull’apparizione miracolosa dell’icona. Da modello per l’icona può essere servita l’immagine molto diffusa nelle stampe loretane dell’epoca.
La tavola della Vergine donatrice dell’intelligenza più antica che conosciamo risale al 1739. È questa un’epoca di grande apertura della cultura russa verso l’Occidente. Il confronto del disegno con l’icona permette di seguire il procedimento di trasformazione dell’immagine occidentale in un’icona entrando in una nuova dimensione simbolica e spirituale. La parola stessa “intelligenza”, intesa come “sapienza”, indica che mediante la sua divina Maternità Maria divenne cooperatrice del Figlio-Sapienza. Per mezzo della sua intercessione, ella illumina le menti degli uomini.

Le tre città sono quelle che toccò la Santa casa nel suo viaggio da Nazareth a Loreto.

“Noi miriamo la Vergine santa quale lampada splendente

apparsa a coloro che stan nelle tenebre, perché dopo aver acceso la Luce immateriale,

ci conduci tutti alla conoscenza divina, illuminando così col raggio le menti”.

(ikos 11, Akatistos)
 

Santa Monica:27 agosto

Santa Monica

Santa Monica (2015)
Santa Monica (2015)

Madre di Sant’Agostino

27 agosto

Tagaste, attuale Song-Ahras, Algeria, 331 – Ostia, Roma, 27 agosto 387
Nacque a Tagaste, antica città della Numidia, nel 331. Da giovane studiò e meditò la Sacra Scrittura. Madre di Agostino d’Ippona, fu determinante nei confronti del figlio per la sua conversione al cristianesimo. A 39 anni rimase vedova e si dovette occupare di tutta la famiglia. Nella notte di Pasqua del 387 poté vedere Agostino, nel frattempo trasferitosi a Milano, battezzato insieme a tutti i familiari, ormai cristiano convinto profondamente. Poi Agostino decise di trasferirsi in Africa e dedicarsi alla vita monastica. Nelle «Confessioni» Agostino narra dei colloqui spirituali con sua madre, che si svolgevano nella quiete della casa di Ostia, tappa intermedia verso la destinazione africana, ricevendone conforto ed edificazione; ormai più che madre ella era la sorgente del suo cristianesimo. Monica morì, a seguito di febbri molto alte (forse per malaria), a 56 anni, il 27 agosto del 387. Ai figli disse di seppellire il suo corpo dove volevano, senza darsi pena, ma di ricordarsi di lei, dovunque si trovassero, all’altare del Signore. (Avvenire)

24 luglio:San Charbel Makhluf

san Charbel Makhluf

San Charbel (Giuseppe) Makhluf Sacerdote,

eremita

24 luglio

1828 – 24 dicembre 1898

san Charbel Makhluf

San Charbel (Giuseppe) Makhlūf, sacerdote dell’Ordine Libanese Maronita, che, alla ricerca di una vita di austera solitudine e di una più alta perfezione, si ritirò dal cenobio di Annaya in Libano in un eremo, dove servì Dio giorno e notte in somma sobrietà di vita con digiuni e preghiere, giungendo il 24 dicembre a riposare nel Signore.

Mentre celebrava la s. Messa in rito Siro-maronita, il 16 dicembre 1898, al momento della sollevazione dell’ostia consacrata e del calice con il vino e recitando la bellissima preghiera eucaristica, lo colse un colpo apoplettico; trasportato nella sua stanza vi passò otto giorni di sofferenze ed agonia finché il 24 dicembre lasciò questo mondo.
A partire da alcuni mesi dopo la morte si verificarono fenomeni straordinari sulla sua tomba, questa fu aperta e il corpo fu trovato intatto e morbido, rimesso in un’altra cassa fu collocato in una cappella appositamente preparata, e dato che il suo corpo emetteva del sudore rossastro, le vesti venivano cambiate due volte la settimana. Nel 1927, essendo iniziato il processo di beatificazione, la bara fu di nuovo sotterrata. Nel 1950 a febbraio, monaci e fedeli videro che dal muro del sepolcro stillava un liquido viscido, e supponendo un’infiltrazione d’acqua, davanti a tutta la Comunità monastica fu riaperto il sepolcro; la bara era intatta, il corpo era ancora morbido e conservava la temperatura dei corpi viventi. Il superiore con un amitto asciugò il sudore rossastro dal viso del beato Sarbel e il volto rimase impresso sul panno.
Sempre nel 1950 ad aprile le superiori autorità religiose con una apposita commissione di tre noti medici riaprirono la cassa e stabilirono che il liquido emanato dal corpo era lo stesso di quello analizzato nel 1899 e nel 1927. Fuori la folla implorava con preghiere la guarigione di infermi lì portati da parenti e fedeli ed infatti molte guarigioni istantanee ebbero luogo in quell’occasione. Si sentiva da più parti gridare Miracolo! Miracolo! Fra la folla vi era chi chiedeva la grazia anche non essendo cristiano o non cattolico.
Il papa Paolo VI il 5 dicembre 1965 lo beatificò davanti a tutti i Padri Conciliari durante il Concilio Ecumenico Vaticano II, per canonizzarlo infine il 9 ottobre 1977.

(24 dicembre: Ad Annaya in Libano, anniversario della morte di san Charbel (Giuseppe) Makhluf, la cui memoria si celebra il 24 luglio).