Santa Caterina (Vigri) da Bologna : 9 marzo

icona Santa Caterina da Bologna
Icona di Santa Caterina (Vigri) da Bologna-www.mirabileydio.it

Bologna, 8 settembre 1413 – ivi, 9 marzo 1463

Nata a Bologna l’8 settembre 1413 dal ferrarese Giovanni de’ Vigri e Benvenuta Mammolini, Caterina viene educata alla corte Estense, che in quel tempo toccava l’apogeo del suo splendore. Ma proprio qui germoglia in lei la vocazione alla vita consacrata: giovanissima entra tra le Clarisse nel monasero del Corpus Domini di Ferrara. Nel 1456 è chiamata a Bologna a fondare anche qui un monastero intitolato al Corpus Domini. Anima profondamente francescana, vive con gioia interiore l’imitazione di Cristo crocifisso, la contemplazione del Bambino di Betlemme, l’amore per Gesù vivo nell’Eucaristia, con un temperamento vivace, artistico, portato al canto e alla danza:pittrice,miniaturista ,musicista. Caterina compone testi di formazione spirituale e di devozione, e poi un racconto in latino della Passione (cinquemila versi), un breviario bilingue. Si dice che abbia apparizioni e rivelazioni, e intorno a lei comincia a formarsi un clima di continuo miracolo.Muore il 9 marzo 1463 e cominciò subito a realizzarsi una profezia nella quale si era sentita dire dagli angeli quella che sarebbe stata la caratteristica della sua santità: Et gloria eius in te videbitur.Fu seppellita il giorno stesso nella nuda terra, ma dopo diciotto giorni fu dissotterrata, intatta e profumata. In seguito il corpo trovò  collocazione senza alcuna maschera, seduta, visibile a tutti e non sigillata ,nel santuario del Corpus Domini. Ogni anno, dall’8 al 16 marzo, al Monastero del Corpus Domini di Bologna si celebra un Ottavario in onore di Santa Caterina, co-patrona della città.

Le sette armi spirituali di S.Caterina de’ Vigri

CATERINA DA BOLOGNA

Santa Caterina de’ Vigri, la santa ,di Bologna che ha la particolarità di stare seduta, ci ha lasciato in eredità un preziosissimo scritto dal titolo Le sette armi spirituali. Poche pagine in cui compendia l’arte della sopravvivenza contro le insidie del maligno per ottenere la vita eterna.

Sette sono le armi per difenderci dalle tentazioni del maligno, come sette sono i doni dello Spirito Santo. Numero che, biblicamente parlando, rappresenta la pienezza, la perfezione. Perfezione a cui sono chiamati tutti i battezzati: «Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). E questa perfezione la possiamo raggiungere, come ci ricorda la Santa di Bologna, attraverso un vero e proprio combattimento. Vediamo in dettaglio quali sono queste armi.

1- La diligenza, cioè la sollecitudine del bene operare. Scrive la santa bolognese: «Compito dello Spirito Santo è suscitare in noi le buone ispirazioni, ma dovere nostro è accettarle e metterle in pratica, facendo continua violenza alle nostre passioni, che sempre ci spingono al contrario di quello che vuole lo Spirito». Satana ci pungola attraverso immagini, sensazioni, stimoli, a volte anche buoni, a lasciare la via per noi tracciata dallo Spirito Santo, per intraprendere altre vie.

Alla santità, invece, si arriva attraverso la realizzazione del disegno che Dio ha su ciascuna anima; ed ecco perché satana fa di tutto per distruggere questo progetto. Nostro compito è rimanere fedeli alla vocazione, qualunque essa sia, religiosa o familiare e portarla avanti con perseveranza anche di fronte alle difficoltà umane e spirituali.

2- La diffidenza di sé, cioè credere fermamente di non poter fare nulla di buono da se stessi. E’ questa una delle verità più trascurate dal mondo moderno. Quanti oggi sono soggetti a se stessi, al proprio giudizio? Quanti indietreggiano davanti agli elogi che il mondo fa loro? Al contrario si gonfiano di orgoglio credendosi onnipotenti. San Paolo, però, ci ricorda che: «Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Rm 7,19).

Solo la diffidenza di sé, il riconoscersi per quello che realmente si è ci conduce alla salvezza eterna. La vera umiltà consiste proprio in questo: nel riconoscere che Dio è tutto e noi siamo nulla, che Dio può tutto e noi non possiamo nulla, che Dio è il Creatore e noi sue creature. Senza umiltà non si entra in Paradiso.

3- La confidenza in Dio, cioè il credere con tutte le forze che Gesù mai abbandonerà l’anima. Nella malattia, nella sventura, nell’angoscia, nell’aridità, satana sibilerà: «Dove è il tuo Consolatore?». Subito l’anima deve rispondere con forza: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» (Sal 22,1).

4- Memoria della passione e morte di Cristo Gesù, ovvero la contemplazione dell’amore infinito di Dio. La tentazione di superbia, che spesso alberga nel cuore umano, si infrangerà come un onda di fronte allo spettacolo della passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Satana non potrà sostenere lo sguardo interiore che l’anima rivolge a Colui che è stato trafitto e all’istante si allontanerà, lasciando il cuore e la mente libera dai pensieri di orgoglio.

5- Memoria della nostra morte, ovvero il ricordo del giorno in cui ci troveremo faccia a faccia con il Giudice. Nel momento in cui il nostro misero corpo esalerà l’ultimo respiro, cesserà anche la Misericordia di Dio. Quel Gesù che, come un mendicante aveva bussato ripetutamente alla porta del nostro cuore per potervi prendere dimora, alla fine della nostra vita terrena si ergerà come Giudice.

Questo ricordo deve spronare l’anima a compiere il bene; a mettere a servizio delle anime i talenti ricevuti; a vivere in questo mondo come se non gli appartenesse, perché, ci ricorda san Paolo: «Passa la scena di questo mondo!» (1Co 7,31).

6- Memoria del Paradiso, ovvero la contemplazione della infinita bellezza, della infinita sapienza, della infinità carità di Dio: Uno e Trino.

Il Creatore ha preparato per coloro che perseverano nella Verità, doni di inestimabile valore. Perle preziose di incommensurabile bellezza con cui adornerà il vincitore. La memoria di sì tanta soavità deve spronare l’anima a voler godere dei beni futuri e di non preoccuparsi eccessivamente dei beni terreni. Il salmista ci ricorda che «Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo» (Sal 89,10). Il ricordo del Paradiso ci aiuti a vivere con pazienza tutte le avversità che il mondo presenta, per poter godere in eterno della bellezza infinita ed eterna.

7- Memoria della Sacra Scrittura. Leggere, meditare, assaporare ciò che Dio ha lasciato scritto ai suoi figli, è segno di grande saggezza e di sicura vittoria nelle tentazioni. Lo stesso Gesù, nelle tentazioni del deserto, rispose al demonio con le parole della Sacra Scrittura dicendo: «Sta scritto».

Santa Caterina raccomanda alle sue consorelle di «non lasciare andare a vuoto le quotidiane lezioni che si leggono in Coro e alla mensa; pensate anche che il Vangelo e le Epistole, che ogni giorno udite nella Messa, siano lettere mandate a voi dal vostro celeste Sposo e con grande e fervente amore riponetele nel vostro cuore».

Istruiti da Santa Caterina da Bologna, che di tentazioni se ne intendeva, visto le sue innumerevoli battaglie contro il maligno, non mi resta che augurarvi… buona battaglia.

Annalisa Colzi

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

www-kizoa-com_collage_2016-08-28_15-04-02

ICONE SACRE:

I 20 MISTERI DEL ROSARIO

Itinerario orante tra Oriente ed Occidente

Mostra di icone per  mano di Cristina Capella.

 

Chiesa di San Celso 

Comerio (VA)

1-2 ottobre 2016

 

Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone

dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi .

 

Sabato 1 ottobre: ore 10 -12 e 15-19 ; apertura serale 20-22

Domenica 2 ottobre: ore 9-12 e 15-19

Per informazioni: tel.0332-329904

cristina@mirabileydio.it

http://www.mirabileydio.it

PER INFORMAZIONI

Icone Sacre a Comerio: I 20 MISTERI DEL ROSARIO 1-2-ottobre 2016

ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIO

Itinerario orante tra Oriente ed Occidente

Mostra di icone per  mano di Cristina Capella.

Chiesa di San Celso 

Comerio (VA)

1-2 ottobre 2016

 

 

Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone

dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi .

Sabato 1 ottobre: ore 10 -12 e 15-19 ; apertura serale 20-22

Domenica 2 ottobre: ore 9-12 e 15-19

Per informazioni: tel.0332-329904

cristina@mirabileydio.it

http://www.mirabileydio.it

Prossima Mostra di ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIO. 21-29/5/2016 a Vicoforte(CN)

 

Buon giorno,
 segnalo una mostra di Icone Sacre , che sarà allestita  dal 21 al 29 maggio 2016,
nel Santuario della Natività di Maria ,a Vicoforte(CN).

 ICONE SACRE:
I 20 MISTERI DEL ROSARIO
Itinerario orante tra Oriente ed Occidente
Mostra di icone per  mano di Cristina Capella.

Santuario della Natività di Maria,
Piazza Carlo Emanuele I
Vicoforte (CN)
21-29 MAGGIO 2016.

Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone
dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi .
   
Sabato: 10 -12 e 15-19 (S. Messa  ore 18).
Domenica: 8,30-12 e 15-19 (S. Messe 7,30-9,30-11-16-18).
La mostra resterà chiusa negli orari delle S. Messe .
Giorni feriali: 10 -12 e 15-19.
Per informazioni: tel.0332-329904 / 0174 -565555
cristina@mirabileydio.it

https://www.facebook.com/iconesacremirabile/

https://about.me/cristinacapella
 Cristina Capella
via Giovanni Macchi 126, Varese
21100
tel .:0332329904 

www.mirabileydio.it  

 

www.kizoa.com_collage_2016-04-01_22-48-03
Il mio collage animato

www.kizoa.com_collage_2016-03-16_22-02-01Prossima Mostra di ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIO. 21-29/5/2016 a Vicoforte(CN)

2 febbraio: Presentazione del Signore al Tempio

La Presentazione di Gesù al Tempio     

Presentazione del Signore al Tempio (2008) per mano di Cristina Capella  www.mirabileydio.it

La festa è ora posta quaranta giorni( periodo per la purificazione della madre,secondo la tradizione ebraica)  dopo il Natale ,mentre inizialmente era  il 14 febbraio ,40 giorni dall’Epifania , Natale per le Chiese d’ Oriente.

La festa fu introdotta in Occidente nel VII secolo e conosciuta come“Purificazione di Maria”.

Per la liturgia bizantina è Hypapantì, cioè  la festa dell’“Incontro” : tra il Cristo ed il popolo in attesa della salvezza, rappresentato da Simeone ed  Anna; tra l’Antico e il Nuovo Testamento;tra l’uomo e Dio, ed è annoverata tra le feste del Signore.

…Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;

lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.” (Lc 2)

Simeone mosso dallo Spirito Santo (verde:  colore della vita  e della speranza) si è recato al tempio ed è in attesa, come il sacerdote  nel  rito bizantino ,di ricevere il Bambino Gesù, con le mani velate in segno di adorazione.

“Stava già per lasciare questo mondo fallace ,Simeone  ispirato vegliardo.

Qual pargolo a lui fosti dato, ma in te riconobbe il Signore perfetto,

e ammirando stupito l’eterna sapienza, esclamò: Alleluia! .”

(inno Acatisto, XII)

 

Presentazione del Signore al Tempio (2012).per mano di Cristina Capella http://www.mirabileydio.it

Al centro, il ciborio con l’altare della Nuova Alleanza sul quale si perpetua il sacrificio del Signore, indicano nell’Eucaristia, il luogo dell’incontro.

La tenda è il velo del tempio ma anche i lembi del manto del Signore.

Il drappo rosso  sul  tetto  mostra la protezione misericordiosa di Dio che tutto copre.

Maria è collocata  come lampada  davanti all’altare , simbolo del tempio ,poiché Maria è il tempio che ha portato il Cristo . Ella è in atto di porgere  a Simeone il Signore, che siede come su un trono sulle sue braccia.

“Gioisci, Madre di Dio Vergine piena di grazia: da te infatti è sorto il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, che illumina quanti sono nelle tenebre”

(Tropario)

Cristo  benedicente,“Luce per illuminare le genti” ,porta nella  mano sinistra il documento del debito, il chirografo del peccato, quale segno del riscatto per l’umanità.

A sinistra Giuseppe che ha in mano   le colombe per il riscatto ed

assiste muto  alla scena.

Chi  incontra Cristo la Luce delle genti, può affermare di aver trovato la pienezza della vita, la salvezza attesa ed esclamare:

“Ora lascia o Signore che il tuo servo

vada in pace..”

(Lc 2,22-40)

26 Settembre(30 Maggio- rito Ambrosiano): Beato Paolo VI,Papa

ICONA del Beato Paolo VI(2014)
ICONA del Beato Paolo VI(2014) . Per mano di Cristina Capella.

Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini) Papa.

memoria liturgica:26 settembre

Concesio, Brescia, 26 settembre 1897 – Castelgandolfo, 6 agosto 1978
(Papa dal 30/06/1963 al 06/08/1978).
Nato a Concesio, in provincia di Brescia, eletto Papa dichiarò immediatamente di voler portare avanti il concilio interrotto per la morte di Giovanni XXIII, di continuare la riforma del codice di Diritto Canonico e proseguire il cammino ecumenico. Portato a termine il Concilio, cominciò a mettere in opera le deliberazioni conciliari con grande coraggio, in mezzo a ostacoli di ogni segno: opposizioni reazionarie o sovversive. Importante e profonda la sua azione ecumenica, con proficui scambi e incontri con la Chiesa Anglicana e la Chiesa ortodossa: storico il suo incontro con il patriarca di Costantinopoli, Athenagoras. Inaugurò l’era dei grandi viaggi apostolici recandosi, nel 1964, a Gerusalemme, e in seguito in molte altre parti del mondo. Numerose le sue encicliche ed esortazioni apostoliche: “Ecclesiam suam”, “Populorum progressio”, “Evangelii nuntiandi”, “Humanae vitae”, “Communio et progressio”, “Marialis cultus”, “Gaudete in Domino”. L’ultimo periodo della sua vita fu rattristato profondamente dal rapimento e dall’uccisione del suo amico fraterno Aldo Moro. Morì nella residenza di Castelgandolfo.19 ottobre 2014 :Beatificazione Papa Paolo VI

Santa Tecla:23 settembre(24 settembre in rito ambrosiano e in oriente)

Santa Tecla di Iconio

Martire

23(24) settembre

Santa Tecla di Iconio , martire.www.mirabileydio.it

Venerata a Seleucia (la moderna Selefkie in Asia Minore) è la santa, fra le molte che portano questo nome, di cui si posseggono i documenti più antichi e il cui culto ha avuto una diffusione straordinaria sia in Oriente che in Occidente.
Ciò nonostante un destino di oscurità storica copre la sua personalità; la colpa di ciò è del presbitero dell’Asia Minore che, secondo Tertulliano aveva composto per affetto verso San Paolo, un romanzo fantastico sui suoi viaggi e sulla conversione della vergine Tecla a Iconio (Anatolia, Turchia), Questi Acta Pauli et Theclae della fine del II secolo, benché riconosciuti falsi dallo stesso autore, (che per questo fu deposto dall’ufficio) e rifiutati nel Decreto Gelasianum, hanno riempito tutte le successive recensioni sulla vita di Tecla che ci sono giunte.
L’eccessiva leggendarietà del racconto della sua vita, è in contrasto comunque con la citazione della sua esistenza fuor di ogni dubbio espressa dai martirologi antichi e dai monumenti esistenti in ogni epoca.
Commemorata nel Martirologio Geronimiano con la dizione “s. Tecla d’Oriente”, nei sinassari bizantini è citata come “protomartire” al 24 settembre e alla stessa data è iscritta nel Calendario marmoreo napoletano. Innumerevoli menzioni vi sono nei libri liturgici greci e latini come pure nelle opere dei Padri sia orientali che occidentali.
Santuari in suo onore sorsero in tutto il mondo antico perfino in Puglia e Milano, dipinti, statue, ipogei, lapidi, affreschi sono sparsi in tutto il mondo allora conosciuto specie in Spagna e Germania, tutti raffiguranti momenti e simboli del suo leggendario martirio. La si vede quasi sempre con un leone a fianco per la tortura subita con le belve e una colonna con il fuoco alla base, simbolo del suo martirio.
Altra leggenda vuole che la santa vivente negli ultimi anni della sua vita in grotte sotto una collina, all’approssimarsi dei nemici, era penetrata nella roccia che si era rinchiusa su di lei.
Il suo culto fiorì proprio in quella zona presso Seleucia, il cui vescovo Basilio, verso la metà del V sec., scrisse due libri sulla vita e i miracoli di Tecla.

15 agosto : Assunzione della Madre di Dio

La Dormizione:  Il dono della Cintura.

La festa mariana più importante dell’Oriente cristiano, fin dal VI secolo, è la “Dormizione  ed Assunzione della Madre di Dio”.

<<Ti sei addormentata, sì, ma per non morire;

sei assunta ma non smetti di proteggere

il genere umano>>

(Teodoro Studita)

L’icona della Dormizione trae la sua fonte di ispirazione principalmente dai testi degli Apocrifi che riassumono la tradizione dei primi secoli della Chiesa circa il Transito della B.V.M. .

Si di­stinguono nell’evento glorio­so quattro episodi:1)Annunciazione del transito.2)Dormizione.3)Incoronazione  4)Il dono della cintola.

Narra lo Pseudo-Giuseppe d’Arimatea nel “Transito della Beata Maria Vergine” che  San Tommaso  fu trasportato  miracolosamente , dopo gli altri  Apostoli, sul Monte degli Ulivi, dove ricevette da Maria Assunta la cintura, con la quale avevano legato il suo corpo nella sepoltura .

Nella parte superiore dell’icona  è raffigurata la Beata Vergine dentro un clipeo, sorretta dagli Angeli nell’atto di donare la cintura a San Tommaso mentre viene assunta in cielo.

“O Vergine, le aquile ad alto volo del Verbo, rapite sulle ali delle nubi e convenute al Getsemani, acclamarono te che stavi per spiccar il volo verso il cielo” (Giuseppe l’innografo)

La cintura è  la prova dell’Assunzione in cielo della Madre di Dio in anima e corpo e tesa tra cielo e terra, mostra il ruolo di Maria come mediatrice tra Dio e gli uomini.

La devozione alla Madonna della cintola era conosciuta anche a Santa Maria del Monte sopra Varese.

“O Madre di Dio, la terra e i celesti si rallegrano per il tuo trasferimento, avendo ottenuto per tuo mezzo di essere paradossalmente uniti.
O Madre di Dio degna di ogni lode, gli angeli del cielo si sono rallegrati mentre accoglievano te, portata dalla terra.” (Giuseppe l’innografo)

sant’Adriano martire:5 marzo

SANT’ADRIANO MARTIRE( http://www.mirabileydio.it)Subì il martirio con Eubulo il 5 o 7 marzo 309, «sesto anno della persecuzione», secondo la testimonianza di Eusebio. Essendo venuti ambedue a Cesarea in Palestina per aiutare i martiri di quella città, i due santi furono scoperti e, per aver confessato la loro fede, furono condannati alle belve. Adriano, dopo essere stato gettato in pasto ad un leone, fu finito con la spada. Nei sinassari greci il giorno 7 o 8 maggio è celebrata la festa dei ss. mm. Eubulo e Giuliano, ma è chiaro, come ha acutamente osservato il Delehaye, che sotto questo secondo nome si nasconde una corruzione del nome di Adriano. Qualche cosa di analogo è accaduto nel Martirologio Geronimiano, dove fra i santi ricordati il 5 marzo sono menzionati Adriano ed Euvolo, il cui nome appare corrotto nei codd. secondo la pronunzia bizantina.

8 FEBBRAIO :San Girolamo Emiliani (Miani)

san Girolamo EmilianiSan Girolamo Emiliani (Miani) Fondatore

 

8 febbraio –

Venezia, 1486 – Somasca di Vercurago, Lecco, 8 febbraio 1537

 

 

Fondatore della Società dei Servi dei poveri (Somaschi), Girolamo Emiliani si dedicò a malati, giovani abbandonati e al riscatto delle prostitute. Nato a Venezia nel 1486, intraprese la carriera militare. Nel 1511, in prigionia, maturò la vocazione, similmente a sant’Ignazio ferito a Pamplona. Consacratosi a Dio nel 1518, si prodigò in una carestia e in un’epidemia di peste a Verona, Brescia, Como e Bergamo. Qui, nel paesino di Somasca, nacque l’ordine di chierici regolari. Essi intuirono il ruolo di promozione sociale delle scuole e ne aprirono di gratuite con un metodo pedagogico innovativo. Il fondatore morì di peste nel 1537, mentre assisteva dei malati. Santo dal 1767, dal 1928 è patrono della gioventù abbandonata

 

San Paolo di Tebe : 10 gennaio

San Paolo di Tebe Eremita

10 gennaio

San Paolo di Tebe Eremita 10 gennaio http://www.mirabileydio.it

Egitto, sec. III-IV

San Paolo di Tebe è onorato come il primo abitante del deserto e primo eremita cristiano. Visse la sua ascesi in Egitto, nella regione della Tebaide, fino alla morte nell’anno 341, all’età di 113 anni. Subito dopo la sua nascita al cielo molti vollero imitarne la vita, riempiendo il deserto e creando veri e propri centri monastici, per questo condivide con sant’Antonio il grande il titolo di padre del monachesimo. Ciò che conosciamo di lui lo dobbiamo alla penna di san Girolamo.

 Paolo, giovane cristiano egizio di ricca famiglia e molto colto, è costretto a lasciare la città per il deserto, in quanto denunciato come cristiano da familiari desiderosi di entrare in possesso del suo patrimonio, durante la persecuzione degli imperatori romani Decio e Valeriano.

Paolo si rifugiò nelle montagne del deserto dove trovò rifugio in una grotta accanto ad una sorgente d’acqua e un albero di palma. Dalla palma traeva le foglie che intrecciava per fare il suo abito e i datteri con cui si nutrì fino all’età di 43 anni, quando un corvo cominciò a portargli ogni giorno un pezzo di pane.

All’avvicinarsi della sua morte ricevette la visita di sant’Antonio  detto l’abate per essere stato il primo responsabile di una comunità di monaci, cioè un cenobio. A costui Paolo espresse il desiderio di essere sepolto avvolto nel mantello che Antonio aveva ricevuto in dono dal vescovo Atanasio. La sua richiesta fu accolta e Antonio lo fece seppellire avvolto in questo mantello, in una fossa scavata, sempre secondo la Vita geronimiana, da due leoni, nei pressi della grotta dove aveva vissuto

  Nel XII secolo le reliquie del santo furono trasferite dall’Egitto a Costantinopoli e poste nel monastero della Madre di Dio Peribleptos. In seguito alle crociate furono trafugate a Venezia, e infine portate a Ofa in Ungheria. Parte della sua testa si trova a Roma.

La Chiesa Ortodossa ne fa memoria il 15 gennaio, la Chiesa Copta il 2 di Amshir, i Romano-Cattolici il 10 gennaio.

Ispirato dallo Spirito, sei stato il primo ad abitare nel deserto emulando lo zelante Elia;

 come colui che imitava gli angeli, fosti reso noto al mondo, da sant’Antonio il Grande.

Paolo giusto, prega Cristo Dio che ci conceda la sua grande misericordia.

(Tropario. Tono III)

San Basilio Magno Vescovo e dottore della Chiesa 2 gennaio

San BASILIO MAGNO, Vescovo e dottore della Chiesa
Nato intorno al 330 in Cappadocia, a Cesarea, oggi la città turca di Kaysery, Basilio proveniva da una famiglia dalla profonda spiritualità. Oltre ai genitori anche tre dei suoi nove fratelli sono annoverati tra i santi. Prima di essere vescovo nella sua terra natale, aveva vissuto in Palestina e Egitto. Visse appena 49 anni ma la sua intensa e profonda attività di predicatore gli valsero il titolo di «Magno». Ricevette l’ordinazione sacerdotale verso il 364 da Eusebio di Cesarea cui successe sulla cattedra vescovile nel 370. Durante il servizio episcopale si impegnò attivamente contro l’eresia ariana. Morì l’1 gennaio 379 a Cesarea dove fu sepolto.

 San  BASILIO MAGNO, Vescovo e dottore della Chiesa
San BASILIO MAGNO, Vescovo e dottore della Chiesa

Sacra Famiglia

icona della Sacra FamigliaIcona per mano di Cristina Capella

LA SACRA FAMIGLIA

Nell’iconografia bizantina, non esiste l’icona della “Sacra Famiglia” che compare solo nel XVIII secolo,

in Russia sotto l’influenza occidentale ,con un San Giuseppe che sovrasta, protettivo ,la Madre ed il

Figlio di Dio.

Invece in questa icona ,le posizioni sono rispondenti ai ruoli: in primo piano Gesù; in secondo piano la

Madre ;sullo sfondo ma all’altezza di Maria ,Giuseppe.

E’ icona del Mistero delle nozze spirituali ed umane insieme, dove sempre ed unico centro emanatore

di grazia ,è il Verbo incarnato.

L’Emmanuele(Dio con noi)in atto di benedire ,è benedizione della Famiglia e fa della famiglia una

benedizione. Nell’aureola porta scritto” Io sono colui che è”.

Il manto rosso-arancione illuminato dall’oro ,è segno dell’Amore Divino che è venuto a manifestare

per mezzo della croce. E’ seduto sul braccio di Maria come sopra un trono ,sorretto come dono

prezioso ed indicato quale cuore della vita del mondo e senso della famiglia umana(Tutto è stato creato

per mezzo di Lui ed in vista di Lui).

La Madre di Dio ha il manto rosso -porpora, colore della regalità, con tre medaglioni(uno nascosto

dall’aureola)a significare la straordinaria unicità della sua maternità ed unione sponsale(Sempre

Vergine :prima ,durante e dopo il parto).

Testimone non distaccato, ma partecipe di questo Mistero ,è

San Giuseppe: posto nel livello sottostante ma all’altezza della Madre. Col bastone fiorito in mano

(richiamo al racconto degli apocrifi) contempla ,da uomo silenzioso

che sa ascoltare la voce degli angeli e vive il compito di custode dell’opera, che Dio va compiendo .

O Dio, nostro Padre,

che nella santa Famiglia

ci hai dato un vero modello di vita,

fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano

le stesse virtù e lo stesso amore,

perché, riuniti insieme nella tua casa,

possiamo godere la gioia senza fine.

Per il nostro Signore Gesù Cristo…

http://www.mirabileydio.it

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: