MADRE DI DIO ADDOLORATA

MADRE DI DIO ADDOLORATA

L’icona dell’Addolorata è parte di un dittico ,l’altra tavola sarebbe il Cristo morto (Imago Pietatis) poiché la Madre di Dio non può mai essere disgiunta dal Figlio.
In tali dittici la Madre è sempre dolente ,afflitta ,richiamando la scena della Crocifissione e che con la posizione delle mani( come presso la Croce) indica nell’altra tavola, Gesù col capo reclinato e dietro le spalle la croce

L’icona dell’Addolorata è parte di un dittico ,l’altra tavola sarebbe il Cristo morto (Imago Pietatis) poiché la Madre di Dio non può mai essere disgiunta dal Figlio.
In tali dittici la Madre è sempre dolente ,afflitta ,richiamando la scena della Crocifissione e che con la posizione delle mani( come presso la Croce) indica nell’altra tavola, Gesù col capo reclinato e dietro le spalle la croce

Santuario di Vicoforte maggio 2016 ICONE SACRE: I 20 MISTERI DEL ROSARIO

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Video della mostra ICONE SACRE :I 20 MISTERI DEL ROSARIO al Santuario di Vicoforte -2016-

SANTO NATALE 2015

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Santo Natale 2015

Possano tutti essere abbracciati ,come Maria,
dal Salvatore misericordioso e
“sperimentare  l’amore di Dio
 che consola,
che perdona,
che dona speranza”(Misericordiae Vultus).
Cristina

Il mio collage animato

Annunciazione :25 marzo

Icona dell’Annunciazione .Per mano di Cristina Capella

L’Annunciazione  

 

La festa dell’Annunciazione risale al VI° secolo ed è una festa essenzialmente Cristologica ,nella quale i testi liturgici della Chiesa d’Oriente ravvisano l’inizio del Mistero della Salvezza ,svelato alla Madre di Dio dall’Arcangelo Gabriele.“Questo giorno è l’inizio della nostra salvezza
e la manifestazione del Mistero eterno.
Il Figlio di Dio diventa figlio della Vergine
E Gabriele annuncia la grazia.
Perciò anche noi insieme a lui
Gridiamo alla Madre di Dio:
Salve o piena di grazia, il Signore è con te”.
(inno bizantino)

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Icona dell’Annunciazione.Per mano di Cristina Capella .www.mirabileydio.it.- Musica:Da Evangélion(L’infanzia:Annunciazione) di Mario Castelnuovo-Tedesco -Pianoforte:Alessandro Marangoni-(Naxos)

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Musica:Da Evangélion(L’infanzia:Annunciazione) di Mario Castelnuovo-Tedesco –Pianoforte:Alessandro Marangoni-

2 febbraio: Presentazione del Signore al Tempio

La Presentazione di Gesù al Tempio     

Presentazione del Signore al Tempio (2008) per mano di Cristina Capella  www.mirabileydio.it

La festa è ora posta quaranta giorni( periodo per la purificazione della madre,secondo la tradizione ebraica)  dopo il Natale ,mentre inizialmente era  il 14 febbraio ,40 giorni dall’Epifania , Natale per le Chiese d’ Oriente.

La festa fu introdotta in Occidente nel VII secolo e conosciuta come“Purificazione di Maria”.

Per la liturgia bizantina è Hypapantì, cioè  la festa dell’“Incontro” : tra il Cristo ed il popolo in attesa della salvezza, rappresentato da Simeone ed  Anna; tra l’Antico e il Nuovo Testamento;tra l’uomo e Dio, ed è annoverata tra le feste del Signore.

…Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;

lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.” (Lc 2)

Simeone mosso dallo Spirito Santo (verde:  colore della vita  e della speranza) si è recato al tempio ed è in attesa, come il sacerdote  nel  rito bizantino ,di ricevere il Bambino Gesù, con le mani velate in segno di adorazione.

“Stava già per lasciare questo mondo fallace ,Simeone  ispirato vegliardo.

Qual pargolo a lui fosti dato, ma in te riconobbe il Signore perfetto,

e ammirando stupito l’eterna sapienza, esclamò: Alleluia! .”

(inno Acatisto, XII)

 

Presentazione del Signore al Tempio (2012).per mano di Cristina Capella http://www.mirabileydio.it

Al centro, il ciborio con l’altare della Nuova Alleanza sul quale si perpetua il sacrificio del Signore, indicano nell’Eucaristia, il luogo dell’incontro.

La tenda è il velo del tempio ma anche i lembi del manto del Signore.

Il drappo rosso  sul  tetto  mostra la protezione misericordiosa di Dio che tutto copre.

Maria è collocata  come lampada  davanti all’altare , simbolo del tempio ,poiché Maria è il tempio che ha portato il Cristo . Ella è in atto di porgere  a Simeone il Signore, che siede come su un trono sulle sue braccia.

“Gioisci, Madre di Dio Vergine piena di grazia: da te infatti è sorto il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, che illumina quanti sono nelle tenebre”

(Tropario)

Cristo  benedicente,“Luce per illuminare le genti” ,porta nella  mano sinistra il documento del debito, il chirografo del peccato, quale segno del riscatto per l’umanità.

A sinistra Giuseppe che ha in mano   le colombe per il riscatto ed

assiste muto  alla scena.

Chi  incontra Cristo la Luce delle genti, può affermare di aver trovato la pienezza della vita, la salvezza attesa ed esclamare:

“Ora lascia o Signore che il tuo servo

vada in pace..”

(Lc 2,22-40)

15 agosto : Assunzione della Madre di Dio

La Dormizione:  Il dono della Cintura.

La festa mariana più importante dell’Oriente cristiano, fin dal VI secolo, è la “Dormizione  ed Assunzione della Madre di Dio”.

<<Ti sei addormentata, sì, ma per non morire;

sei assunta ma non smetti di proteggere

il genere umano>>

(Teodoro Studita)

L’icona della Dormizione trae la sua fonte di ispirazione principalmente dai testi degli Apocrifi che riassumono la tradizione dei primi secoli della Chiesa circa il Transito della B.V.M. .

Si di­stinguono nell’evento glorio­so quattro episodi:1)Annunciazione del transito.2)Dormizione.3)Incoronazione  4)Il dono della cintola.

Narra lo Pseudo-Giuseppe d’Arimatea nel “Transito della Beata Maria Vergine” che  San Tommaso  fu trasportato  miracolosamente , dopo gli altri  Apostoli, sul Monte degli Ulivi, dove ricevette da Maria Assunta la cintura, con la quale avevano legato il suo corpo nella sepoltura .

Nella parte superiore dell’icona  è raffigurata la Beata Vergine dentro un clipeo, sorretta dagli Angeli nell’atto di donare la cintura a San Tommaso mentre viene assunta in cielo.

“O Vergine, le aquile ad alto volo del Verbo, rapite sulle ali delle nubi e convenute al Getsemani, acclamarono te che stavi per spiccar il volo verso il cielo” (Giuseppe l’innografo)

La cintura è  la prova dell’Assunzione in cielo della Madre di Dio in anima e corpo e tesa tra cielo e terra, mostra il ruolo di Maria come mediatrice tra Dio e gli uomini.

La devozione alla Madonna della cintola era conosciuta anche a Santa Maria del Monte sopra Varese.

“O Madre di Dio, la terra e i celesti si rallegrano per il tuo trasferimento, avendo ottenuto per tuo mezzo di essere paradossalmente uniti.
O Madre di Dio degna di ogni lode, gli angeli del cielo si sono rallegrati mentre accoglievano te, portata dalla terra.” (Giuseppe l’innografo)

Sacra Famiglia

icona della Sacra FamigliaIcona per mano di Cristina Capella

LA SACRA FAMIGLIA

Nell’iconografia bizantina, non esiste l’icona della “Sacra Famiglia” che compare solo nel XVIII secolo,

in Russia sotto l’influenza occidentale ,con un San Giuseppe che sovrasta, protettivo ,la Madre ed il

Figlio di Dio.

Invece in questa icona ,le posizioni sono rispondenti ai ruoli: in primo piano Gesù; in secondo piano la

Madre ;sullo sfondo ma all’altezza di Maria ,Giuseppe.

E’ icona del Mistero delle nozze spirituali ed umane insieme, dove sempre ed unico centro emanatore

di grazia ,è il Verbo incarnato.

L’Emmanuele(Dio con noi)in atto di benedire ,è benedizione della Famiglia e fa della famiglia una

benedizione. Nell’aureola porta scritto” Io sono colui che è”.

Il manto rosso-arancione illuminato dall’oro ,è segno dell’Amore Divino che è venuto a manifestare

per mezzo della croce. E’ seduto sul braccio di Maria come sopra un trono ,sorretto come dono

prezioso ed indicato quale cuore della vita del mondo e senso della famiglia umana(Tutto è stato creato

per mezzo di Lui ed in vista di Lui).

La Madre di Dio ha il manto rosso -porpora, colore della regalità, con tre medaglioni(uno nascosto

dall’aureola)a significare la straordinaria unicità della sua maternità ed unione sponsale(Sempre

Vergine :prima ,durante e dopo il parto).

Testimone non distaccato, ma partecipe di questo Mistero ,è

San Giuseppe: posto nel livello sottostante ma all’altezza della Madre. Col bastone fiorito in mano

(richiamo al racconto degli apocrifi) contempla ,da uomo silenzioso

che sa ascoltare la voce degli angeli e vive il compito di custode dell’opera, che Dio va compiendo .

O Dio, nostro Padre,

che nella santa Famiglia

ci hai dato un vero modello di vita,

fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano

le stesse virtù e lo stesso amore,

perché, riuniti insieme nella tua casa,

possiamo godere la gioia senza fine.

Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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BUON NATALE DEL SIGNORE 2013!

Santo Natale 2013
Santo Natale 2013

Santo Natale 2013

Il mio collage animato Kizoa

Prossima mostra :I 20 MISTERI DEL ROSARIO a Biumo Inferiore-Varese.

Prossima MOSTRA 18-20 OTTOBRE 2013

Santa Elisabetta Madre di Giovanni Battista:23 settembre

Sant’ Elisabetta Madre di Giovanni Battista

23 settembre

 

 Sant' Elisabetta Madre di Giovanni Battista
Sant’ Elisabetta Madre di Giovanni Battista

Commemorazione dei santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista, Precursore del Signore. Elisabetta, accogliendo in casa sua Maria, sua parente, piena di Spirito Santo, salutò la Madre del Signore benedetta tra le donne; Zaccaria, sacerdote, pieno di spirito profetico, alla nascita del figlio, lodò Dio redentore e predisse il prossimo avvento di Cristo, che verrà dall ’alto come sole che sorge.

8 settembre: Natività di Maria

La Natività’ della MADRE DI DIO

 

 natmaria2001~

La nascita di Maria costituisce l’episodio iniziale da cui ha preso avvio l’economia della salvezza,perciò la festa della Natività cade nel mese di settembre,che dava inizio nell’Impero Bizantino sia all’anno ecclesiastico,sia a quello civile.

La festa bizantina della Natività di Maria fa capo ad un’unica fonte ispirativa : il cosiddetto “Protovangelo di Giacomo”,un Apocrifo in cui si narra di una coppia, Gioacchino e Anna,che vive il dramma della sterilità e che da una preghiera fervente, ostinata,ottiene una risposta superiore alle attese con la nascita di una bambina che riceve il nome di Maria che significa “dono ricevuto da Dio “( Gregorio di Nissa ) .

Nell’icona viene rappresentato l’interno di una casa nobile e ricca. Lo rivelano gli ornamenti architettonici e l’arredamento.Si dice nell’Apocrifo,di Gioacchino, che fosse “uomo molto facoltoso ” che ” presentava le offerte al Signore in quantità doppia dicendo tra sè :il più della mia offerta al Signore sarà a favore del popolo e in remissione dei miei peccati”.

Personaggio centrale è Anna che,distesa sul letto con il nimbo della santità ,ha un’espressione contemplativa,mesta, e il suo turbamento è riflessione,meditazione sulle meraviglie che il Signore ha operato in lei.

“Mi sono spogliata della veste della sterilità e ho indossato quella splendente della felice fecondità”.

Una serva porge ad Anna delle uova,simbolo della fecondità,della nascita,del rinnovamento e della rinascita.

Il principio della vita,Uno e Trino , ha reso fertile la sterile che ” partorisce la madre di Dio e nutrice della nostra vita ” ( Romano il melode ).

Maria bambina è già vestita da adulta e con le tre stelle che significano”sempre vergine “; ha la testa nimbata,segno della sua santità fin dalla nascita ed è contraddistinta dal titolo di M(éte)rTh(eo)ù [Madre di Dio].

Niceta il Paflagone pone sulle labbra di Gioacchino questa preghiera :

“Signore mio Dio,Ti loderò,glorificherò il Tuo Santo Nome

perchè hai eseguito progetti meravigliosi ,concepiti

da lungo tempo,fedeli e veri.”

5 agosto:Dedicazione Santa Maria Maggiore-Salus populi romani

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Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore, innalzata a Roma sul colle Esquilino, che il papa Sisto III offrì al popolo di Dio in memoria del Concilio di Efeso, in cui Maria Vergine fu proclamata Madre di Dio.

Nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni, insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa.
Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana.
Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi.
Questa la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta ‘Liberiana’ dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve.
L’antica chiesa fu poi abbattuta al tempo di Sisto III (432-440) il quale in ricordo del Concilio di Efeso (431) dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle edificare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando anche il materiale di recupero della precedente chiesa.
In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva la sontuosità del nuovo tempio, né l’imponenza e maestosità; qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua preminenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna.
Nei secoli successivi la basilica ebbe vari interventi di restauro strutturali e artistici, fino a giungere, dal 1750 nelle forme architettoniche che oggi ammiriamo.
Dal 1568 la denominazione ufficiale della festa liturgica della Madonna della Neve, è stata modificata nel termine “Dedicazione di Santa Maria Maggiore” con celebrazione rimasta al 5 agosto; il miracolo della neve in agosto non è più citato in quanto leggendario e non comprovato.
Ma il culto per la Madonna della Neve, andò comunque sempre più affermandosi, tanto è vero che tra i secoli XV e XVIII ci fu la massima diffusione delle chiese dedicate alla Madonna della Neve, con l’instaurarsi di tante celebrazioni locali, che ancora oggi coinvolgono interi paesi e quartieri di città.

San Giovanni Damasceno: 4 dicembre

San Giovanni Damasceno Sacerdote e dottore della Chiesa

4 dicembre – Memoria Facoltativa

Damasco, 650 – 749

Nacque intorno al 675 a Damasco (da cui Damasceno) in Siria. Suo padre era ministro delle finanze. Colto e brillante, divenne consigliere e amico del Califfo cioè il prefetto arabo che guidava la regione. La frequentazione del monaco siciliano Cosmo, portato schiavo a Damasco, determinò in lui il desiderio di ritirarsi a vita solitaria, in compagnia del fratello, futuro vescovo di Maiouna. Andò dunque a vivere nella «laura» di San Saba, piccolo villaggio di monaci a Gerusalemme, dove ricevette l’ordinazione sacerdotale e in virtù della sua profonda preparazione teologica, ebbe l’incarico di predicatore titolare nella basilica del Santo Sepolcro. Tra le sue opere accanto agli inni e ai trattati teologici dedicati alla Madonna, è autore del compendio di teologia «Fonte della conoscenza» e de i «Tre discorsi in favore delle sacre immagini». Teologo illuminato e coltissimo, si meritò il titolo di «San Tommaso dell’Oriente». Nel 1890 Leone XIII lo ha proclamato dottore della Chiesa.

Madre di Dio Tricherousa (delle tre mani)

Madre di Dio Tricherousa (dalle tre mani)www.mirabileydio.it

 

L’icona ha questo nome  per la presenza, in basso, di una mano che era posta sull’immagine venerata, come ex-voto. L’origine di tale immagine è legata ad un episodio avvenuto nel periodo della persecuzione iconoclasta  che ha come protagonista uno dei più famosi difensori del culto delle icone, S. Giovanni Damasceno (640-754).  Su istigazione dell’imperatore Leone Isaurico, il governatore di Damasco condannò il santo monaco al taglio della mano destra. Per intercessione della Madre di Dio, Giovanni riebbe miracolosamente la mano. Una copia di questa icona  è venerata al Monte Athos, nel monastero serbo di Chilandar; di qui il suo culto si diffuse in Russia a partire dal sec. XVII. La festa liturgica è il 28 giugno e 12 luglio. L’icona è del  tipo Odighitria.

<<Venuta la sera, Giovanni si recò in chiesa, dove si prostrò davanti all’immagine della Madre di Dio, scandì tra i gemiti la preghiera seguente, chiedendo la grazia della restituzione della sua mano mozzata:
Signora, Madre purissima,
che partoristi il mio Dio,
è a motivo delle immagini sacre
che la mia mano destra è stata mozzata.
Tu non ignori la causa di questa rabbia di Leone.
Affrettati, dunque,
fa’ vedere il tuo soccorso e ridammi la mia mano.
La destra dell’Altissimo,
di Colui che in te si è incarnato,
fa prodigi senza numero per la tua intercessione.
Possa Egli guarire questa mia mano destra
mediante le tue preghiere ed essa comporrà per te e per colui che in te si è incarnato,
inni e melodie armoniose, e si farà,
o Madre di Dio, strumento della fede.
Tu puoi, difatti, ciò che vuoi, 

poiché tu sei vera Madre di Dio
.
Detta la preghiera, Giovanni si addormentò. La Madre di Dio gli apparve in sogno dicendo: «La tua mano è guarita, adempi senza indugio il voto che hai fatto nella tua preghiera». Destandosi, Giovanni si accorse di essere guarito. Allora si alzò e con le mani levate in alto modulò tutta la notte il seguente inno di sua composizione:
La tua destra, Signore,
si è grandemente magnificata!
La tua destra ha risanato la mia mano tagliata!
Per suo mezzo,
tu getti nella confusione i nemici
che rifiutano di venerare l’Immagine tua
e quella di Colei che ti ha dato alla luce.
E nella multiformità della tua gloria
tu distruggerai per mezzo di questa mia mano
i nemici distruttori delle Immagini.>>


“Icone Sacre:I 20 MISTERI DEL ROSARIO.”

“Icone Sacre:I 20 MISTERI DEL ROSARIO.”

cristina@mirabileydio.it


“Icone Sacre:I 20 MISTERI DEL ROSARIO.”

“Icone Sacre:I 20 MISTERI DEL ROSARIO.”  cristina@mirabileydio.it

Mostra di ICONE SACRE: I 20 Misteri del Rosario al Sacro Monte di Varese

Mostra di ICONE SACRE: I 20 Misteri del Rosario al Sacro Monte di Varese dal 29 -9 al 7 -10 2012 Chiesa dell’Annunciata

Mostra di icone sacre:Sacro Monte di Varese

Mostra di ICONE SACRE: I 20 MISTERI DEL ROSARIO.ICONE SACRE:I 20 MISTERI DEL ROSARIOItinerario orante tra Oriente ed Occidenteal Sacro Monte di Varese.

Mostra di icone scritte per mano di Cristina Capella.

29-30 Settembre;5-6-7 Ottobre 2012

Orario di apertura:

Venerdì dalle 15 alle 19;

Sabato e Domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Lunedì,martedì, giovedì:15-16,4o ;17,15-18

Presso la Chiesa dell’Annunciata (a lato del Santuario del Sacro Monte)

Seguendo lo scorrere del Rosario la mostra espone le icone dei Misteri Gaudiosi, Luminosi, Dolorosi, Gloriosi, concludendo con le Litanie alla Madre di Dio. Saranno esposte circa 70 tavole.

Per informazioni: tel.0332-329904

cristina@mirabileydio.it

http://www.mirabileydio.it

 

Beata Vergine Maria Regina :22 agosto

La festività odierna, parallela a quella di Cristo Re, venne istituita da Pio XII nel 1955. Si celebrava, fino alla recente riforma del calendario liturgico, il 31 maggio, a coronamento della singolare devozione mariana nel mese a lei dedicato. Il 22 agosto era riservato alla commemorazione del Cuore Immacolato di Maria, al cui posto subentra la festa di Maria Regina per avvicinare la regalità della Vergine alla sua glorificazione nell’assunzione al cielo. Questo posto di singolarità e di preminenza, accanto a Cristo Re, le deriva dai molteplici titoli, illustrati da Pio XII nella lettera enciclica “Ad Coeli Reginam” (11 ottobre 1954), di Madre del Capo e dei membri del Corpo mistico, di augusta sovrana e regina della Chiesa, che la rende partecipe non solo della dignità regale di Gesù, ma anche del suo influsso vitale e santificante sui membri del Corpo mistico.
Il latino “regina”, come “rex”, deriva da “regere”, cioè reggere, governare, dominare. Dal punto di vista umano è difficile attribuire a Maria il ruolo di dominatrice, lei che si è proclamata la serva del Signore e ha trascorso tutta la vita nel più umile nascondimento. Luca, negli Atti degli apostoli, colloca Maria in mezzo agli Undici, dopo l’Ascensione, raccolta con essi in preghiera; ma non è lei che impartisce ordini, bensì Pietro. E tuttavia proprio in quella circostanza ella costituisce l’anello di congiunzione che tiene uniti al Risorto quegli uomini non ancora irrobustiti dai doni dello Spirito Santo. Maria è regina perché è madre di Cristo, il re. Ella è regina perché eccelle su tutte le creature, in santità: “In lei s’aduna quantunque in creatura è di bontade “, dice Dante nella Divina Commedia.
Tutti i cristiani vedono e venerano in lei la sovrabbondante generosità dell’amore divino, che l’ha colmata di ogni bene. Ma ella distribuisce regalmente e maternamente quanto ha ricevuto dal Re; protegge con la sua potenza i figli acquisiti in virtù della sua corredenzione e li rallegra con i suoi doni, poichè il Re ha disposto che ogni grazia passi per le sue mani di munifica regina. Per questo la Chiesa invita i fedeli a invocarla non solo col dolce nome di madre, ma anche con quello reverente di regina, come in cielo la salutano con felicità e amore gli angeli, i patriarchi, i profeti, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini. Maria è stata coronata col duplice diadema della verginità e della maternità divina: “Lo Spirito Santo verrà su di te, e la virtù dell’Altissimo ti adombrerà. Per questo il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio”.

Dedicazione di Santa Maria Maggiore:5 Agosto

ICONA SALUS POPULI ROMANI(2010) per mano di Cristina Capella

Dedicazione di Santa Maria Maggiore:5 Agosto

Nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni, insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa.
Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana.
Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi.
Questa la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta ‘Liberiana’ dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve.
L’antica chiesa fu poi abbattuta al tempo di Sisto III (432-440) il quale in ricordo del Concilio di Efeso (431) dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle edificare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando anche il materiale di recupero della precedente chiesa.
In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva la sontuosità del nuovo tempio, né l’imponenza e maestosità; qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua preminenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna.
Nei secoli successivi la basilica ebbe vari interventi di restauro strutturali e artistici, fino a giungere, dal 1750 nelle forme architettoniche che oggi ammiriamo.
Dal 1568 la denominazione ufficiale della festa liturgica della Madonna della Neve, è stata modificata nel termine “Dedicazione di Santa Maria Maggiore” con celebrazione rimasta al 5 agosto.

La Visitazione di Maria ad Elisabetta :31 maggio

icona della Visitazione 2014 .(20 x 25 cm)

Dopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette subito in viaggio, per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio.  La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista.

Icona della MADRE DI DIO ” Maria Ausiliatrice-Gioia di tutti gli afflitti”: 24 maggio/ottobre

Madre di Dio” Maria Ausiliatrice-Gioia di tutti gli afflitti”

Il 24 maggio si festeggia  Maria Ausiliatrice   che venne così invocata dai reduci vittoriosi della battaglia  di Lepanto (1571) contro  la flotta musulmana e che  sulla via ritorno,   passarono

da Loreto per ringraziare la Madonna.Agli antichi titoli di ‘Consolatrix  afflictorum’ (Consolatrice degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei peccatori), si aggiunse così ‘Auxilium Christianorum’ (Aiuto dei cristiani).

Mentre il 24 ottobre (altro mese mariano) è la festa dell’ icona  “Gioia di tutti gli afflitti”.

L’ icona degli “afflitti” fu glorificata nel 1688 dopo l’intercessione e la miracolosa guarigione della sorella del patriarca Ioachim

 Kondak 1

“Echeggino i nostri accenti di vittoria in tuo onore, Regina invincibile che ci salvi da una morte eterna, Madre di Dio, Vergine sovrana, per mezzo della grazia che sparge Cristo da te nato; verso di te salgono le lodi, i canti di azione di grazia dei tuoi servitori. Col tuo braccio potente innalza intorno a noi il più solido dei baluardi. Salvaci da ogni pericolo, affrettati a soccorrere i fedeli che cantano:

‘Rallegrati, o nostra Signora,
Ricerca delle anime perdute
e Gioia di tutti gli afflitti’.

Ikos 1

Dal cielo fu mandato un Angelo di alto rango per dire alla Madre di Dio: ‘Rallegrati, o benedetta fra le donne, Genitrice di Cristo il Figlio di Dio!’.

Per questo , malgrado  le nostre colpe noi speriamo in te e con affetto ti acclamiamo:

‘Rallegrati, benevolenza di Dio verso i peccatori; rallegrati, potente avvocata dei penitenti presso il Signore nostro Dio; rallegrati, richiamo di Adamo caduto; rallegrati, perché anche Eva non piange più.

Rallegrati, tu rimuovi l’impurità dai peccatori; rallegrati, tu hai messo al mondo il Redentore che purifica le nostre iniquità; rallegrati, mirabile riconciliazione di tutti con Dio.

Rallegrati, ponte che conduce dalla morte alla vita; rallegrati, tu salvi il mondo dal diluvio del peccato; rallegrati, scala celeste che il Signore discese fino a noi; rallegrati, causa dell’universale divinizzazione.

Rallegrati, Ricerca delle anime perdute e Gioia di tutti gli afflitti’.

MADRE DI DIO Ausiliatrice 
                               24 maggio Auxilium Christianorum”; ‘Aiuto dei Cristiani’, è il 
                  titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e 
                  così viene invocata anche nelle litanie  Lauretane . 

                  La grande occasione dell’utilizzo ufficiale del titolo Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande 
                  papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò 
                  le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, 
                  minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che 
                  nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e 
                  vinsero la flotta musulmana. 
                  Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la 
                  festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla 
                  celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra 
                  doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, 
                  ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, 
                  passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo 
                  della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria 
                  a Gaeta dove è ancora conservato. 
                  Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa 
                  invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande 
                  quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo 
                  Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto 
                  alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli 
                  antichi titoli di ‘Consolatrix afflictorum’ (Consolatrice 
                  degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei 
                  peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani). 
                  Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli 
                  alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della 
                  santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la 
                  devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo 
                  Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con s. Giovanni 
                  Bosco a Torino. 
                  Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera 
                  di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione 
                  e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni 
                  necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e 
                  s’ingarbugliavano; a Lei diceva: "E allora incominciamo a fare 
                  qualcosa?". S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso 
                  Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più 
                  grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la 
                  cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 
                  24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 
                  maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione 
                  dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica. 
                  Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in 
                  soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice 
                  nella cittadella salesiana di Valdocco - Torino; sotto la Sua 
                  materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati 
                  e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. 
                  Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente ‘Salesiani 
                  di don Bosco’; le ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ suore fondate 
                  con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per 
                  ultimi i ‘Cooperatori Salesiani’ per laici e sacerdoti che 
                  intendono vivere lo spirito di ‘Don Bosco’, come è 
                  generalmente chiamato. 
                  Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con 
                  gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella 
                  diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della 
                  gioventù. 
                  Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don 
                  Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, 
                  che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, 
                  venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati 
                  all’aiuto della più dolce e potente delle madri. 
                  Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come 
                  celeste Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 
                  1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni 
                  del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi 
                  dell’Est Europeo. 

                  Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo 
                  cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno 
                  di Dio. 

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