La Visitazione di Maria ad Elisabetta :31 maggio

icona della Visitazione 2014 .(20 x 25 cm)

Dopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette subito in viaggio, per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio.  La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista.

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Icona della MADRE DI DIO ” Maria Ausiliatrice-Gioia di tutti gli afflitti”: 24 maggio/ottobre

Madre di Dio” Maria Ausiliatrice-Gioia di tutti gli afflitti”

Il 24 maggio si festeggia  Maria Ausiliatrice   che venne così invocata dai reduci vittoriosi della battaglia  di Lepanto (1571) contro  la flotta musulmana e che  sulla via ritorno,   passarono

da Loreto per ringraziare la Madonna.Agli antichi titoli di ‘Consolatrix  afflictorum’ (Consolatrice degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei peccatori), si aggiunse così ‘Auxilium Christianorum’ (Aiuto dei cristiani).

Mentre il 24 ottobre (altro mese mariano) è la festa dell’ icona  “Gioia di tutti gli afflitti”.

L’ icona degli “afflitti” fu glorificata nel 1688 dopo l’intercessione e la miracolosa guarigione della sorella del patriarca Ioachim

 Kondak 1

“Echeggino i nostri accenti di vittoria in tuo onore, Regina invincibile che ci salvi da una morte eterna, Madre di Dio, Vergine sovrana, per mezzo della grazia che sparge Cristo da te nato; verso di te salgono le lodi, i canti di azione di grazia dei tuoi servitori. Col tuo braccio potente innalza intorno a noi il più solido dei baluardi. Salvaci da ogni pericolo, affrettati a soccorrere i fedeli che cantano:

‘Rallegrati, o nostra Signora,
Ricerca delle anime perdute
e Gioia di tutti gli afflitti’.

Ikos 1

Dal cielo fu mandato un Angelo di alto rango per dire alla Madre di Dio: ‘Rallegrati, o benedetta fra le donne, Genitrice di Cristo il Figlio di Dio!’.

Per questo , malgrado  le nostre colpe noi speriamo in te e con affetto ti acclamiamo:

‘Rallegrati, benevolenza di Dio verso i peccatori; rallegrati, potente avvocata dei penitenti presso il Signore nostro Dio; rallegrati, richiamo di Adamo caduto; rallegrati, perché anche Eva non piange più.

Rallegrati, tu rimuovi l’impurità dai peccatori; rallegrati, tu hai messo al mondo il Redentore che purifica le nostre iniquità; rallegrati, mirabile riconciliazione di tutti con Dio.

Rallegrati, ponte che conduce dalla morte alla vita; rallegrati, tu salvi il mondo dal diluvio del peccato; rallegrati, scala celeste che il Signore discese fino a noi; rallegrati, causa dell’universale divinizzazione.

Rallegrati, Ricerca delle anime perdute e Gioia di tutti gli afflitti’.

MADRE DI DIO Ausiliatrice 
                               24 maggio Auxilium Christianorum”; ‘Aiuto dei Cristiani’, è il 
                  titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e 
                  così viene invocata anche nelle litanie  Lauretane . 

                  La grande occasione dell’utilizzo ufficiale del titolo Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande 
                  papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò 
                  le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, 
                  minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che 
                  nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e 
                  vinsero la flotta musulmana. 
                  Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la 
                  festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla 
                  celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra 
                  doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, 
                  ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, 
                  passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo 
                  della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria 
                  a Gaeta dove è ancora conservato. 
                  Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa 
                  invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande 
                  quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo 
                  Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto 
                  alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli 
                  antichi titoli di ‘Consolatrix afflictorum’ (Consolatrice 
                  degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei 
                  peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani). 
                  Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli 
                  alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della 
                  santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la 
                  devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo 
                  Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con s. Giovanni 
                  Bosco a Torino. 
                  Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera 
                  di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione 
                  e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni 
                  necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e 
                  s’ingarbugliavano; a Lei diceva: "E allora incominciamo a fare 
                  qualcosa?". S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso 
                  Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più 
                  grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la 
                  cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 
                  24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 
                  maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione 
                  dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica. 
                  Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in 
                  soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice 
                  nella cittadella salesiana di Valdocco - Torino; sotto la Sua 
                  materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati 
                  e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. 
                  Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente ‘Salesiani 
                  di don Bosco’; le ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ suore fondate 
                  con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per 
                  ultimi i ‘Cooperatori Salesiani’ per laici e sacerdoti che 
                  intendono vivere lo spirito di ‘Don Bosco’, come è 
                  generalmente chiamato. 
                  Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con 
                  gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella 
                  diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della 
                  gioventù. 
                  Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don 
                  Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, 
                  che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, 
                  venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati 
                  all’aiuto della più dolce e potente delle madri. 
                  Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come 
                  celeste Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 
                  1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni 
                  del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi 
                  dell’Est Europeo. 

                  Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo 
                  cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno 
                  di Dio. 

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San Servazio vescovo:13 maggio

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http://www.mirabileydio.it/SITOULTIMO2/pagine/Servazio-%20Willibrord-%20Bonifacio%202008.htm

San Servazio Vescovo
13 maggio

San Servazio, probabilmente di origine armena, passò alla
storia quale una dei più costanti sostenitori di Sant’Atanasio
durante la lunga controversia per l’ortodossia nicena. Nei
concili di Sardica e Rimini, tenutisi rispettivamente nel 343
e nel 359, sostenne infatti con grande coraggio la causa
dell’ortodossia. Venne tuttavia poi ingannato e firmò
un’ambigua formula che fece sostenere a Girolamo che tutto il
mondo fosse “divenuto ariano”. In seguito, il celebre
Sant’Ilario di Poitiers poté chiarire a Servazio il reale
significato di tale formula e questi non esitò a
disconoscerla.
Eletto vescovo di Tongres, in Belgio, non si conosce però la
data della sua consacrazione, che precedette comunque quasi
certamente la sua attiva partecipazione ai concili suddetti.
Negli ultimi tempi della sua vita intraprese, secondo quanto
riferisce San Gregorio di Tours, un pellegrinaggio a carattere
penitenziale da Tongres sino a Roma in relazione ad una
presunta profezia secondo la quale Attila, re degli unni,
avrebbe invaso la Gallia.
La città fu infatti oggetto di saccheggi e di una parziale
distruzione proprio nello stesso anno della morte di Servizio,
cioè nel 384, mentre è incerto se la sede episcopale sia stata
trasferita presso Maastricht prima o subito dopo tale evento.
In quest’ultima città, infatti, i suoi resti mortali sono
conservati all’interno di un antico reliquiario finemente
cesellato, unitamente al pastorale. Al calice e ad una chiave
d’argento, dono papale contenente limature delle catene di San
Pietro.
A questo calice si attribuiva il potere di allontanare la
febbre, ma il santo era inoltre invocato contro le malattie
delle gambe e delle ossa, come protettore di fabbri, falegnami
e vignaioli e per il buon successo delle iniziative
intraprese. Il culto di San Servizio si diffuse e perdura
tuttora, come testimonia la sua citazione da parte del
Martyrologium Romanum in data 13 maggio. Numerose leggende
firiorono al suo riguardo, ma poche sono purtroppo le fonti
storicamente attendibili.

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SANTA RITA DA CASCIA

http://www.mirabileydio.it Santa Rita da Cascia Nacque intorno al 1381 a Roccaporena, Comune di Cascia.  A tredici anni i genitori, la promisero in matrimonio a Fernando Mancini, un giovane del borgo, conosciuto per il suo carattere forte, impetuoso. Rita non ne fu entusiasta, perché altre erano le sue aspirazioni ,ma dovette cedere alle insistenze dei genitori . Con la nascita di due gemelli e la sua perseverante dolcezza ,riuscì a trasformare il carattere del marito e renderlo più docile; in seguito il marito venne ucciso in un’imboscata e forse anche i figli sarebbero stati coinvolti nella faida di vendette se Rita per sottrarli a questa sorte, non avesse pregato Cristo di non permettere che le anime dei suoi figli si perdessero, ma piuttosto di toglierli dal mondo; così,un anno dopo i due fratelli si ammalarono e morirono. Rita si rivolse alle Suore Agostiniane del monastero di S. Maria Maddalena di Cascia per essere accolta fra loro , ma fu respinta per tre volte,prima di essere accoltadopo un fatto miracoloso. Era devotissima alla Passione di Cristo, desiderò di condividerne i dolori e questo costituì il tema principale delle sue meditazioni e preghiere. Gesù la esaudì e un giorno nel 1432, mentre era in contemplazione davanti al Crocifisso, sentì una spina della corona del Cristo conficcarsi nella fronte, producendole una profonda piaga, che poi divenne purulenta e putrescente, costringendola ad una continua segregazione. Negli ultimi quattro anni si cibava così poco, che forse la Comunione eucaristica era il suo unico sostentamento e fu costretta a restare coricata sul suo giaciglio. E in questa fase finale della sua vita, avvenne un altro prodigio, ricevette la visita di una parente, alla quale domandò una rosa dall’orto della sua casa di Roccaporena ,ma essendo pieno inverno ciò non era possibile, ma Rita insisté. Tornata a Roccaporena la parente si recò nell’orticello e in mezzo ad un rosaio, vide una bella rosa sbocciata, stupita la colse e la portò da Rita a Cascia, la quale ringraziando la consegnò alle consorelle. Così la santa vedova, madre, suora, divenne la santa della ‘Spina’ e la santa della ‘Rosa’,segno che tutto è possibile a chi ha fede in Cristo e per questo nel giorno della sua festa vengono benedette le rose e distribuite ai fedeli. Il 22 maggio 1447 ,Rita si spense ;il corpo venne successivamente riposto in un sarcofago ligneo, opera di Cesco Barbari, un falegname di Cascia, devoto risanato per intercessione della santa. Sul sarcofago sono vari dipinti di Antonio da Norcia (1457)e sul coperchio è dipinta la santa in abito agostiniano, stesa nel sonno della morte.

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