sant’Adriano martire:5 marzo

SANT’ADRIANO MARTIRE( http://www.mirabileydio.it)Subì il martirio con Eubulo il 5 o 7 marzo 309, «sesto anno della persecuzione», secondo la testimonianza di Eusebio. Essendo venuti ambedue a Cesarea in Palestina per aiutare i martiri di quella città, i due santi furono scoperti e, per aver confessato la loro fede, furono condannati alle belve. Adriano, dopo essere stato gettato in pasto ad un leone, fu finito con la spada. Nei sinassari greci il giorno 7 o 8 maggio è celebrata la festa dei ss. mm. Eubulo e Giuliano, ma è chiaro, come ha acutamente osservato il Delehaye, che sotto questo secondo nome si nasconde una corruzione del nome di Adriano. Qualche cosa di analogo è accaduto nel Martirologio Geronimiano, dove fra i santi ricordati il 5 marzo sono menzionati Adriano ed Euvolo, il cui nome appare corrotto nei codd. secondo la pronunzia bizantina.
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Santa Valeria :28 aprile

Santa Valeria (III secolo), venerata come santa e martire

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Icona Santa Valeria Martire-per mano di Cristina Capella

fu la moglie di San Vitale e madre dei santi Gervasio e Protasio.
Di origine milanese le fonti storiche fanno risalire la nascita intorno al III secolo. Il marito, Vitale, ufficiale dell’esercito, venne ucciso e martirizzato nella città di Ravenna. Valeria, durante il viaggio di rientro a Milano con la salma del marito, venne catturata da una banda di briganti pagani. Obbligata ad adorare il loro dio, abiurando il Dio cristiano, si rifiutò, venendo per questo percossa a morte.

San Giorgio martire: 23 aprile

San Giorgio martire

Cappadocia sec. III – † Lydda (Palestina), 303

Giorgio, il cui sepolcro è a Lidda (Lod) presso Tel Aviv in Israele, fu onorato,  fin dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. La sua memoria è celebrata il 23 aprile anche nei riti siro e bizantino

San Giorgio impersona, nella tradizione della Chiesa d’oriente, la lotta contro il male e la testimonianza della vittoria: è la sua apertura alla luce divina(lo sguardo rivolto alla mano di Dio) a infondergli la forza invincibile e l’incrollabile certezza nel successo finale pur nell’esiguità dei  suoi mezzi(lancia sottile).

Nell’arte delle icone, che utilizza immagini simboliche, San Giorgio non è rappresentato come un grande martire che subisce la passione a imitazione di Cristo, ma come vincitore di un drago mostruoso, quasi a riecheggiare la vittoria del Salvatore sulla morte e della forza  da Lui infusa nei suoi testimoni.

“Hai combattuto per il re dei secoli, o saggio,

hai debellato le milizie dei perversi, o beatissimo

Giorgio; ti sei mostrato martire intrepido

e per la grazia del Signore sei taumaturgo:

per questo ti preghiamo, salvaci.”

 

 

Santa Laura di Cordova Martire:19 ottobre

Santa Laura di Cordova Martire

icona di santa Laura martire di Cordova .Per mano di Cristina Capella. http://www.mirabileydio.it

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19 ottobre

Sec. IX

Sarebbe stata una monaca del monastero di Santa Maria di Cuteclara, vicino Cordova in Spagna, di cui nell’856 divenne badessa. Nel «Martyrologium hispanicum» si narra che durante l’occupazione musulmana rifiutò di abiurare la propria fede cristiana: condotta davanti ad un giudice islamico, fu processata e condannata a morire in un bagno di pece bollente. Dopo tre ore di atroci dolori, diede la sua anima a Dio. Era l’anno 864. A dispetto delle scarne notizie che si sanno, il culto per la martire Laura ebbe grande espansione e il suo nome è molto diffuso in tutta Europa. Molti studiosi fanno derivare Laura dal latino «laurus», cioè alloro, pianta sacra ad Apollo e simbolo di sapienza e gloria. Ai tempi dei romani comunque era più facile trovare Laurentia che Laura. Il significato lo si fa risalire al serto di alloro con cui venivano incoronati i vincitori di varie gare. Nei secoli successivi, con il serto sulla testa, si sono raffigurati i poeti e i sapienti. Ancora oggi chi completa il ciclo di studi è detto «laureato»

San Federico di Utrecht:18 luglio

SAN FEDERICO VESCOVO DI UTRECHT

San Federico di Utrecht Vescovo(www.mirabileydio.it)

18 luglio

A Utrecht in Austrasia, nel territorio dell’odierna Olanda, san Federico, vescovo, che rifulse nello studio delle Sacre Scritture e mise cura e impegno nell’evangelizzazione dei Frisoni.

Di certo si sa che intervenne al concilio di Magonza dell’829. Fu ricordato poi in una carta del 26 dicembre 833, e nella Vita di s. Odulfo, da lui mandato ad evangelizzare i Frisoni. Rabano Mauro gli dedicò, nell’834, il suo commento al libro di Giosuè e scrisse un carme in suo onore.

Stando alla Vita, sarebbe nato verso il 781 da famiglia probabilmente di origine inglese, non è chiaro se in Inghilterra o in Frisia. Eletto vescovo di Utrecht dopo la morte di Ricfredo, tra l’825 e l’828, grazie anche all’appoggio dell’imperatore Lotario, lottò contro il paganesimo, risorto in Frisia dopo l’invasione Normanna, e contro l’uso dei matrimoni incestuosi. Avendo rimproverato l’imperatore Ludovico il Pio per aver sposato, vivente ancora la prima moglie Irmingarda, Giuditta, sarebbe stato da questa fatto assassinare il 18 luglio 838. Altri però attribuiscono l’assassinio del santo ad un nobile dell’isola di Walcheren da lui rimproverato. Sepolto nella cripta della chiesa del S.mo Salvatore ad Utrecht, fu venerato come martire in diverse località dei Paesi Bassi e a Fulda.

Nel 1362 il cranio del santo, separato dal corpo dal vescovo Folkert, fu racchiuso in un reliquiario d’oro e d’argento ed esposto alla venerazione. Durante la Riforma fu salvato in una casa privata dove, secondo il bollandista G. Cuypers, era ancora conservato al principio del sec. XVIII. Del resto del corpo, invece, già al suo tempo non si sapeva più niente.

Tramite il Molano il nome di Federico fu iscritto nel Martirologio Romano al 18 luglio.

San Bonifacio martire: 5 giugno

Icona San Bonifacio 2008 http://www.mirabileydio.it
san Bonifacio martire(www.mirabileydio.it)
san Bonifacio Martire(www.mirabileydio.it)
San Bonifacio Vescovo e martire 
                                   5 giugno 

                   Bonifacio o Winfrid sembra appartenesse a una nobile 
                  famiglia inglese del Devonshire, dove nacque nel 673 (o 680). 
                  Professò la regola monastica nell'abbazia di Exeter e di 
                  Nurslig, prima di dare inizio all'evangelizzazione delle 
                  popolazioni germaniche oltre il Reno. Il suo primo tentativo 
                  di raggiungere la Frisia andò a vuoto per l'ostilità tra il 
                  duca tedesco Radbod e Carlo Martello. Winfrid compì allora il 
                  pellegrinaggio a Roma per pregare sulle tombe dei martiri e 
                  avere la benedizione del papa. S. Gregorio II ne assecondò lo 
                  slancio missionario e Winfrid ripartì per la Germania. Sostò 
                  nella Turingia, quindi raggiunse la Frisia, appena 
                  assoggettata dai Franchi, e vi operò le prime conversioni. In 
                  tre anni percorse gran parte del territorio germanico.
                  Anche i Sassoni risposero con entusiasmo alla sua 
                  predicazione. Convocato a Roma, ebbe dal papa l'ordinazione 
                  episcopale e il nuovo nome di Bonifacio. Durante il viaggio di 
                  ritorno in Germania in un bosco di Hessen fece abbattere una  
 gigantesca quercia alla quale le popolazioni pagane 
attribuivano magici poteri perché ritenuta sede di un dio. 
                  Quel gesto fu ritenuto una vera sfida alla divinità e i pagani 
                  accorsero per assistere alla vendetta del dio offeso. 
                  Bonifacio ne approfittò per recare loro il messaggio 
                  evangelico.
 Ai piedi della quercia abbattuta eresse la prima 
 chiesa dedicata a S. Pietro.
                  Prima di organizzare la Chiesa sulla riva destra del Reno 
                  pensò alla fondazione, tra le regioni di Hessen e Turingia, di 
                  un'abbazia, che divenisse il centro propulsore della 
                  spiritualità e della cultura religiosa della Germania. Nacque 
                  così la celebre abbazia di Fulda ,dove poi fù sepolto. Come sede 
                  arcivescovile scelse la città di Magonza.
                  Già vecchio, eppur infaticabile, ripartì per la Frigia. Lo 
                  accompagnavano una cinquantina di monaci. Il 5 giugno 754 
                  aveva dato l'appuntamento presso Dokkum a un gruppo di 
                  catecumeni. Era il giorno di Pentecoste; all'inizio della 
                  celebrazione della Messa i missionari vennero assaliti da un 
                  gruppo di Frisoni armati di spade. "Non temete - disse 
                  Bonifacio ai compagni - tutte le armi di questo mondo non 
                  possono uccidere la nostra anima". Quando la spada di un 
 infedele si abbatté sul suo capo, cercò di ripararsi  
 coprendosi con l'Evangeliario. Ma il fendente sfregiò il libro
 e mozzò il capo del martire.

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San Bonifacio martire(www.mirabileydio.it)

Sant’Erasmo di Formia: 2 giugno

icona di Sant’Erasmo

Sant’ Erasmo di Formia Vescovo e martire 2 giugno

Fonti degne di fede attestano l’esistenza di un s. Erasmo, martire, vescovo di Formia, il cui culto era molto diffuso nella Campania e nel Lazio. La più antica è il Martirologio Geronimiano in cui Erasmo è ricordato il 2 giugno S. Gregorio Magno alla fine del sec. VI, scrivendo al vescovo Bacauda di Formia, attesta che il corpo del santo era conservato in quella chiesa: “Formianae ecclesiae in qua corpus beati Herasmi martyris requiescit”. Lo stesso pontefice ricorda due monasteri dedicati ad Erasmo: uno a Napoli e l’altro posto “in latere montis Pepperi” presso Cuma. Anche Roma aveva un monastero dedicato al santo sul Celio, nel quale fu educato da giovane il papa Adeadato (m. 619) che poi, da pontefice, lo ampliò e lo arricchì di beni e privilegi. Altri monasteri intitolati ad Erasmo erano presso Formia (detto anche di Castellone) e presso Itri “in valle Itriana”.
Il nome di Erasmo, oltre che nei martirologi storici, donde è passato nel Romano, era inserito nel Calendario marmoreo di Napoli. Nell’842, dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le sue reliquie vennero trasferite a Gaeta e nascoste in un pilastro della chiesa di S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. Da quel tempo Erasmo fu proclamato patrono di Gaeta e furono anche coniate monete con la sua effigie. Il 3 febbraio 1106 Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta in onore della Vergine e di Erasmo Nel Medio Evo il santo fu annoverato tra i cosidetti santi Ausiliatori e invocato specialmente contro le epidemie, mentre i marinai lo venerano come patrono col nome di S. Elmo.
Sulla personalità di Erasmo purtroppo siamo male informati poiché la passio, compilata con molta probabilità verso il sec. VI, è favolosa e leggendaria, né può aver maggior valore una biografia attribuita, senza solido fondamento, a Gelasio II (1118-19). Da questi scritti appare evidente come gli autori niente sapessero di sicuro intorno ad Erasmo se non ch’era stato vescovo di Formia ed era morto martire al tempo forse di Diocleziano.
Secondo la passio, dunque, Erasmo era oriundo di Antiochia. Quando scoppiò la persecuzione era già vescovo e si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città fu arrestato e condotto al tribunale dell’imperatore che con lusinghe e tormenti cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei; ma Erasmo rimase saldo nella fede e fu rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente, si recò nell’Illirico dove in sette anni convertì quattrocentomila persone. Arrestato ancora una volta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila persone, molte delle quali furono immediatamente uccise, mentre Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato orribilmente, era rinchiuso in carcere. Fu liberato allora dall’arcangelo Michele che lo condusse a Formia, ed ivi sette giorni dopo placidamente morì.

San Vittore martire: 8 maggio

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SAN VITTORE MARTIRE

 

 

 

San Vittore,oriundo della Mauritania,si arruolò nelle milizie romane e prestò servizio a Milano.

 

Cristiano fin dalla giovinezza,come i compagni Nabore e Felice,abbandonò la vita militare ,per non esporsi temerariamente al martirio ,nel 303,durante la persecuzione di Massimiano.

 

Nonostante ciò fu arrestato e torturato,ma,forte della Parola di Dio :”Tutti gli dei delle nazioni sono demoni:è il nostro Dio che ha creato il Cielo”,non tradì la sua fede.

 

La risposta alle minacce di morte di Massimiano gli venne dalle Sacre Scritture : “Restino delusi tutti quelli che adorano gli idoli e che si gloriano delle loro immagini.”

 

Fu condannato alla pena capitale,eseguita a Lodi.Le spoglie furono riportate trionfalmente a Milano.

 

 

San Vittore è rappresentato come guerriero,ma le sue armi non sono più strumenti di morte,ma di vita. “Noi,invece,che siamo del giorno,dobbiamo essere sobri,rivestiti con la corazza della Fede e della Carità”. ( Ts 5,8 ).

 

 

La Parola di Dio è la difesa del Santo: ” Mio scudo e baluardo,mia potente salvezza” (Salmo 18 (17)).La Croce di Cristo,la suia lancia : “Tu mi hai dato il Tuo scudo di salvezza,la Tua lancia mi ha sostenuto”.

 

 

La benedizione di Cristo sul Suo testimone ( martire ) si estende sulla Basilica che il Santo sorregge e presenta al Signore : “Gli vieni incontro con larghe benedizioni”.

 

( Salmo 21 (20)).

 

Per il rispetto dovuto alle Cose Sante di Dio la mano di San Vittore non tocca direttamente la Basilica ma poggia su di un lino orlato di colori simboli delle virtù teologali (Fede = bianco,Speranza= verde,Carità = rosso ).

 

 

La Madre di Dio,la Vergine Addolorata, dall’alto protegge ed abbraccia i Suoi figli come Colei che indica l’ unica “via ,verità e vita ” nel Figlio suo,uomo crocifisso e risorto che vince il mondo e si manifesta sempre nell’amore divino attraverso i Suoi Santi.

 

 

” Gettiamo via le opere delle tenebre

 

e indossiamo le armi della luce”

 

 

( Rm 13,12 )

 

 

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San Marco Evangelista :25 Aprile

SAN MARCO EVANGELISTA

 

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Pare che il secondo evangelista avesse due nomi,quello ebraico di Giovanni e quello romano di Marco.

Era figlio di una delle tante Maria di Gerusalemme che seguirono devotamente Gesù e poi ospitarono i Suoi primi seguaci.

Si crede che Marco,giovinetto,assistesse alla cattura di Gesù nell’orto degli ulivi e che proprio alla sua casa bussasse S.Pietro la notte in cui l’Angelo lo liberò dalle catene.

Ma anche se il giovane Marco non conobbe direttamente il Redentore,seppe da Pietro tutto ciò che aveva fatto e aveva detto.

Seguì l’Apostolo,suo padre spirituale,a Roma dove ascoltò assiduamente la sua catechesi.

San Marco avrebbe predicato il Vangelo di Cristo non solo a Roma ma anche ad Alessandria d’Egitto dove avrebbe fondato la prima Chiesa e dove sarebbe stato martirizzato.

Nell’828 due mercanti veneziani trafugarono il corpo dell’Evangelista per sottrarlo alla terra dominata dagli infedeli.Le reliquie di San Marco giunsero nella città di Venezia dove furono poste nella Basilica che porta il suo nome.

“Infinita è la grazia che i Santi ricevono da Cristo.

Le loro reliquie,per la forza di Dio, operano .

continuamente miracoli;i loro nomi ,invocati con fede,

risanano malattie incurabili.

Per la loro intercessione,Signore,liberaci dalle passioni

dell’anima e del corpo,Tu che sei l’amico degli uomini ! “

(dai Vespri della Festa dei Santi)

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San Giorgio martire :23 APRILE

San Giorgio (www.mirabileydio.it)

San Giorgio Martire
23 aprile

sec. IV
Giorgio, il cui sepolcro è a Lidda (Lod) presso Tel Aviv in Israele, venne onorato, almeno dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. La sua memoria è celebrata in questo giorno anche nei riti siro e bizantino. (Mess. Rom.)

Sant’Emanuele martire- 26 marzo

Sant’ EMANUELE  martire

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Icona di S. Emanuele martire. Per mano di Cristina Capella. http://www.mirabileydio.it

E’ ricordato in un gruppo di 40 martiri,terzo dopo Quadrato e Teodosio.Pare che fossero originari dell’Oriente.

Quadrato era vescovo e ,in tempi di persecuzione venne allontanato dalla sua Diocesi e diffidato dal proseguire la sua opera.Egli continuò a predicare,battezzare,assistere i fedeli finchè venne catturato e condannato a morte.

Dietro al suo esempio altri 39 cristiani,uomini e donne,giovani e vecchi,ricchi e poveri,si presentarono al governatore della provincia dichiarando la loro fede.Furono torturati nella speranza di vederli apostatare,ma poichè nessuno cedette,furono messi a morte.

Nell’icona il Santo viene rappresentato come liberato dal peccato.

“Il suo corpo è glorioso,conforme a quello del Cristo che è il primogenito di una moltitudine di fratelli”. E’ un corpo liberato dalla corruttibilità del peccato e dai suoi marchi d’infamia.

La bellezza del Santo non è di ordine fisico,ma emana dalla purezza del cuore,rigenerato dalla grazia e dall’innocenza. E’ la bellezza-santità la cui sorgente è lo Spirito Santo.

Leggiamo nel Vangelo di S.Matteo,che dice parlando della nascita del Bambino di Betlemme: “Tutto questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato detto dal Signore a mezzo del Profeta: Ecco,la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele ,che significa Dio con noi”.

Emmanuele è l’attributo tipico del Messia,cioè del vero inviato da Dio per la salvezza del Suo popolo.E’ il titolo glorioso di Gesù sopratutto nella Sua resurrezione,che è l’avvenimento che suggella e prova come Dio sia con Lui e anche con noi,con il popolo dei redenti da quella Redenzione e dei credenti in quella Resurrezione.

“O beati martiri,o grappoli umani della vite di Dio,

il vostro vino inebria la Chiesa.

Luci gloriose,divine ,che avete accettato con gioia

tutti i tormenti e vinto gli iniqui carnefici:

gloria alla potenza che vi ha assistito nel combattimento!

Il Dio venuto per la nostra salvezza abbia pietà di noi!”

(Rabulos di Edessa,autore siriaco)

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Santa FELICITA martire: 7 marzo

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Sante Perpetua e Felicita Martiri

+ Cartagine, 7 marzo 203 

Chiusa in carcere aspettando la morte, una giovane tiene una sorta di diario 
dei suoi ultimi giorni, descrivendo la prigione affollata, il tormento della calura; 
annota nomi di visitatori, racconta sogni e visioni degli ultimi giorni. 
Siamo a Cartagine, Africa del Nord, anno 203: chi scrive è la colta gentildonna 
Tibia Perpetua, 22 anni, sposata e madre di un bambino. Nella folla carcerata 
sono accanto a lei anche la più giovane Felicita, figlia di suoi servi, e in gravidanza 
avanzata; e tre uomini di nome Saturnino, Revocato e Secondulo. 
Tutti condannati a morte perché vogliono farsi cristiani e stanno terminando 
il periodo di formazione; la loro «professione di fede» sarà il martirio nel nome di Cristo. 
Le annotazioni di Perpetua verranno poi raccolte nella «Passione di Perpetua e Felicita»,
 opera forse di Tertulliano, testimone a Cartagine. 

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SAN VALENTINO MARTIRE:14 FEBBRAIO

icona san Valentino martire
icona san Valentino martire

14 febbraio

san Valentino vescovo di Terni,Martire
Santa Maria Antiqua ,Roma

La più antica notizia di S. Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei sec .V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.

Altri testi del sec. VI, raccontano che S. Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perché gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del Prefetto della città. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni . Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S. Feliciano vescovo di Foligno nel 197.   Preceduto da S .Pellegrino e S. Antimo, fratello dei SS .Cosma e Damiano.

Santa Martina martire romana :30 gennaio

icona santa Martina
icona santa Martina martire romana(www.mirabileydio.it).            Santa Martina Martire                         30 gennaio .                                  Martina, figlia di un nobile romano, sarebbe stata diaconessa, che per aver rifiutato di fronte al tribunale di Alessandro Severo di sacrificare ad Apollo, dopo infiniti tormenti e prodigi da parte sua, fu condannata ad essere decapitata. La più antica notizia su Martina è che papa Onorio I le dedicò una chiesa nel Foro.

Santa Lucia :13 dicembre

SANTA LUCIA,VERGINE E MARTIRE

Lucia, subì il martirio a Siracusa probabilmente nella persecuzione di Diocleziano,intorno al 304 ,il 13 dicembre.

La Passio,scritta nel V-VI secolo che narra del suo martirio è da annoverarsi tra le leggende agiografiche.Ad essa si aggiunsero più tardi altri episodi derivati da altre narrazioni ,sembra ispirate

dal nome Lucia connesso con la luce e quindi con la vista e per questa ragione fù rappresentata con gli occhi strappati.

Il modello per questa icona è l’ immagine più antica della santa, un affresco nella cripta di San Marziano del XII secolo.

Nell’ icona la santa è rappresentata secondo il tipo canonico dei martiri; la mano destra regge la croce,simbolo insieme della rinuncia e del martirio; la mano sinistra,aperta,rivolta verso lo spettatore,è segno di consacrazione e di verginità.

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Sant’Andrea apostolo :30 novembre

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SANT’ANDREA APOSTOLO 

Icona di Sant’Andrea Apostolo

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Sant’Andrea 2011.Per mano di Cristina Capella

Fratello di Simon Pietro;originario di Betsaida,sul lago di Genezaret ,era discepolo di Giovanni il Battista ,dal quale udì proclamare che Gesù era l’atteso “Agnello di Dio”e prontamente lo seguì,conducendo anche il fratello a conoscere il Messia.

Insieme con Pietro fu scelto da Gesù a far parte dei 12 apostoli,lasciando il mestiere di pescatore per seguire il Maestro.

Nei Vangeli è citato negli episodi della pesca miracolosa,della moltiplicazione dei pani e dei pesci e in quello dei greci che chiedono di incontrare Gesù.La tradizione ,forse per quest’ultimo episodio , lo ritiene l’ evagelizzatore di alcune regioni della Grecia e martire ,come Cristo in croce, in Acaia intorno all’anno 60.

La X della sua croce è appunto in greco l’iniziale di Cristo.

Davanti al suo tormento così gridò l’Apostolo:

<<O croce benedetta, da quanto tempo mi aspetti!

Ecco, il discepolo del Crocifisso

ti saluta e ti abbraccia>>.

(Sallenda in onore del santo )

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Santa Cecilia martire( 22 novembre)

Santa Cecilia Vergine e martire

22 novembre

sec. II-III

 

 

Santa Cecilia martire
Santa Cecilia martire( http://www.mirabileydio.it)

Al momento della revisione del caledario dei santi tra i

titolari delle basiliche romane solo la memoria di santa

Cecilia è rimasta alla data tradizionale. Degli altri molti

sono stati soppressi perché mancavano dati o anche indizi

storici riguardo il loro culto. Anche riguardo a Cecilia,

venerata come martire e onorata come patrona dei musicisti, è

difficile reperire dati storici completi ma a sostenerne

l’importanza è la certezza storica dell’antichità del suo

culto. Due i fatti accertati: il «titolo» basilicale di

Cecilia è antichissimo, sicuramente anteriore all’anno 313,

cioè all’età di Costantino; la festa della santa veniva già

celebrata, nella sua basilica di Trastevere, nell’anno 545.

Sembra inoltre che Cecilia venne sepolta nelle Catacombe di

San Callisto, in un posto d’onore, accanto alla cosiddetta

«Cripta dei Papi», trasferita poi da Pasquale I nella cripta

della basilica trasteverina. La famosa «Passio», un testo più

letterario che storico, attribuisce a Cecilia una serie di

drammatiche avventure, terminate con le più crudeli torture e

conclusesi con il taglio della testa.

Dalla fine del Medioevo,Santa Cecilia fu considerata come

musicista e patrona degli stessi musicisti,per via di

un passo della leggendaria Passione, in cui si dice

che ” mentre gli organi suonavano, ella cantava nel suo cuore

soltanto per il Signore “.

Nella stessa maniera, non soltanto i musicisti, ma tutte le

creature dovrebbero, prima d’ogni altra cosa, dar lode a Dio

datore di tutte le grazie, compresa quella dell’arte.

 

 

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