Pubblicato in: icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, martire, Milano, sante

Santa Valeria :28 aprile

Santa Valeria (III secolo), venerata come santa e martire

valeria13web
Icona Santa Valeria Martire-per mano di Cristina Capella

fu la moglie di San Vitale e madre dei santi Gervasio e Protasio.
Di origine milanese le fonti storiche fanno risalire la nascita intorno al III secolo. Il marito, Vitale, ufficiale dell’esercito, venne ucciso e martirizzato nella città di Ravenna. Valeria, durante il viaggio di rientro a Milano con la salma del marito, venne catturata da una banda di briganti pagani. Obbligata ad adorare il loro dio, abiurando il Dio cristiano, si rifiutò, venendo per questo percossa a morte.

Annunci
Pubblicato in: Eikon, icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, iconografi, luglio, martire, mirabile Ydio, PATRONI, santi, santo, vescovo santo

San Federico di Utrecht:18 luglio

SAN FEDERICO VESCOVO DI UTRECHT

San Federico di Utrecht Vescovo(www.mirabileydio.it)

18 luglio

A Utrecht in Austrasia, nel territorio dell’odierna Olanda, san Federico, vescovo, che rifulse nello studio delle Sacre Scritture e mise cura e impegno nell’evangelizzazione dei Frisoni.

Di certo si sa che intervenne al concilio di Magonza dell’829. Fu ricordato poi in una carta del 26 dicembre 833, e nella Vita di s. Odulfo, da lui mandato ad evangelizzare i Frisoni. Rabano Mauro gli dedicò, nell’834, il suo commento al libro di Giosuè e scrisse un carme in suo onore.

Stando alla Vita, sarebbe nato verso il 781 da famiglia probabilmente di origine inglese, non è chiaro se in Inghilterra o in Frisia. Eletto vescovo di Utrecht dopo la morte di Ricfredo, tra l’825 e l’828, grazie anche all’appoggio dell’imperatore Lotario, lottò contro il paganesimo, risorto in Frisia dopo l’invasione Normanna, e contro l’uso dei matrimoni incestuosi. Avendo rimproverato l’imperatore Ludovico il Pio per aver sposato, vivente ancora la prima moglie Irmingarda, Giuditta, sarebbe stato da questa fatto assassinare il 18 luglio 838. Altri però attribuiscono l’assassinio del santo ad un nobile dell’isola di Walcheren da lui rimproverato. Sepolto nella cripta della chiesa del S.mo Salvatore ad Utrecht, fu venerato come martire in diverse località dei Paesi Bassi e a Fulda.

Nel 1362 il cranio del santo, separato dal corpo dal vescovo Folkert, fu racchiuso in un reliquiario d’oro e d’argento ed esposto alla venerazione. Durante la Riforma fu salvato in una casa privata dove, secondo il bollandista G. Cuypers, era ancora conservato al principio del sec. XVIII. Del resto del corpo, invece, già al suo tempo non si sapeva più niente.

Tramite il Molano il nome di Federico fu iscritto nel Martirologio Romano al 18 luglio.

Pubblicato in: Apostolo, calendario icone sacre, Chiesa, discepoli, evangelizzatori, fondatore, icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, iconografi, martire, mirabile Ydio, PATRONI, santi, santi fondatori, santo

Santi Pietro e Paolo : 29 giugno

Ufficio delle Letture mp3

SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI

II LETTURA: Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo (Disc. 295, 1-2. 4. 7-8; PL 38, 1348-1352)

Pubblicato in: icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, iconografi, martire, mirabile Ydio, monaco, PATRONI, sacerdote, santi, santo, vescovo santo

San Bonifacio martire: 5 giugno

Icona San Bonifacio 2008 http://www.mirabileydio.it
san Bonifacio martire(www.mirabileydio.it)
san Bonifacio Martire(www.mirabileydio.it)
San Bonifacio Vescovo e martire 
                                   5 giugno 

                   Bonifacio o Winfrid sembra appartenesse a una nobile 
                  famiglia inglese del Devonshire, dove nacque nel 673 (o 680). 
                  Professò la regola monastica nell'abbazia di Exeter e di 
                  Nurslig, prima di dare inizio all'evangelizzazione delle 
                  popolazioni germaniche oltre il Reno. Il suo primo tentativo 
                  di raggiungere la Frisia andò a vuoto per l'ostilità tra il 
                  duca tedesco Radbod e Carlo Martello. Winfrid compì allora il 
                  pellegrinaggio a Roma per pregare sulle tombe dei martiri e 
                  avere la benedizione del papa. S. Gregorio II ne assecondò lo 
                  slancio missionario e Winfrid ripartì per la Germania. Sostò 
                  nella Turingia, quindi raggiunse la Frisia, appena 
                  assoggettata dai Franchi, e vi operò le prime conversioni. In 
                  tre anni percorse gran parte del territorio germanico.
                  Anche i Sassoni risposero con entusiasmo alla sua 
                  predicazione. Convocato a Roma, ebbe dal papa l'ordinazione 
                  episcopale e il nuovo nome di Bonifacio. Durante il viaggio di 
                  ritorno in Germania in un bosco di Hessen fece abbattere una  
 gigantesca quercia alla quale le popolazioni pagane 
attribuivano magici poteri perché ritenuta sede di un dio. 
                  Quel gesto fu ritenuto una vera sfida alla divinità e i pagani 
                  accorsero per assistere alla vendetta del dio offeso. 
                  Bonifacio ne approfittò per recare loro il messaggio 
                  evangelico.
 Ai piedi della quercia abbattuta eresse la prima 
 chiesa dedicata a S. Pietro.
                  Prima di organizzare la Chiesa sulla riva destra del Reno 
                  pensò alla fondazione, tra le regioni di Hessen e Turingia, di 
                  un'abbazia, che divenisse il centro propulsore della 
                  spiritualità e della cultura religiosa della Germania. Nacque 
                  così la celebre abbazia di Fulda ,dove poi fù sepolto. Come sede 
                  arcivescovile scelse la città di Magonza.
                  Già vecchio, eppur infaticabile, ripartì per la Frigia. Lo 
                  accompagnavano una cinquantina di monaci. Il 5 giugno 754 
                  aveva dato l'appuntamento presso Dokkum a un gruppo di 
                  catecumeni. Era il giorno di Pentecoste; all'inizio della 
                  celebrazione della Messa i missionari vennero assaliti da un 
                  gruppo di Frisoni armati di spade. "Non temete - disse 
                  Bonifacio ai compagni - tutte le armi di questo mondo non 
                  possono uccidere la nostra anima". Quando la spada di un 
 infedele si abbatté sul suo capo, cercò di ripararsi  
 coprendosi con l'Evangeliario. Ma il fendente sfregiò il libro
 e mozzò il capo del martire.

www.mirabileydio.it
San Bonifacio martire(www.mirabileydio.it)
Pubblicato in: calendario icone sacre, icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, iconografi, martire, mirabile Ydio, PATRONI, religioso, sacerdote, santi, santo, Terni, vescovi santi, vescovo santo

Sant’Erasmo di Formia: 2 giugno

icona di Sant’Erasmo

Sant’ Erasmo di Formia Vescovo e martire 2 giugno

Fonti degne di fede attestano l’esistenza di un s. Erasmo, martire, vescovo di Formia, il cui culto era molto diffuso nella Campania e nel Lazio. La più antica è il Martirologio Geronimiano in cui Erasmo è ricordato il 2 giugno S. Gregorio Magno alla fine del sec. VI, scrivendo al vescovo Bacauda di Formia, attesta che il corpo del santo era conservato in quella chiesa: “Formianae ecclesiae in qua corpus beati Herasmi martyris requiescit”. Lo stesso pontefice ricorda due monasteri dedicati ad Erasmo: uno a Napoli e l’altro posto “in latere montis Pepperi” presso Cuma. Anche Roma aveva un monastero dedicato al santo sul Celio, nel quale fu educato da giovane il papa Adeadato (m. 619) che poi, da pontefice, lo ampliò e lo arricchì di beni e privilegi. Altri monasteri intitolati ad Erasmo erano presso Formia (detto anche di Castellone) e presso Itri “in valle Itriana”.
Il nome di Erasmo, oltre che nei martirologi storici, donde è passato nel Romano, era inserito nel Calendario marmoreo di Napoli. Nell’842, dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le sue reliquie vennero trasferite a Gaeta e nascoste in un pilastro della chiesa di S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. Da quel tempo Erasmo fu proclamato patrono di Gaeta e furono anche coniate monete con la sua effigie. Il 3 febbraio 1106 Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta in onore della Vergine e di Erasmo Nel Medio Evo il santo fu annoverato tra i cosidetti santi Ausiliatori e invocato specialmente contro le epidemie, mentre i marinai lo venerano come patrono col nome di S. Elmo.
Sulla personalità di Erasmo purtroppo siamo male informati poiché la passio, compilata con molta probabilità verso il sec. VI, è favolosa e leggendaria, né può aver maggior valore una biografia attribuita, senza solido fondamento, a Gelasio II (1118-19). Da questi scritti appare evidente come gli autori niente sapessero di sicuro intorno ad Erasmo se non ch’era stato vescovo di Formia ed era morto martire al tempo forse di Diocleziano.
Secondo la passio, dunque, Erasmo era oriundo di Antiochia. Quando scoppiò la persecuzione era già vescovo e si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città fu arrestato e condotto al tribunale dell’imperatore che con lusinghe e tormenti cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei; ma Erasmo rimase saldo nella fede e fu rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente, si recò nell’Illirico dove in sette anni convertì quattrocentomila persone. Arrestato ancora una volta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila persone, molte delle quali furono immediatamente uccise, mentre Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato orribilmente, era rinchiuso in carcere. Fu liberato allora dall’arcangelo Michele che lo condusse a Formia, ed ivi sette giorni dopo placidamente morì.

Pubblicato in: icona, icona sacra, icone dei santi, martire, mirabile Ydio, PATRONI, santi, santo

San Vittore martire: 8 maggio

www.mirabileydio.it

SAN VITTORE MARTIRE

 

 

 

San Vittore,oriundo della Mauritania,si arruolò nelle milizie romane e prestò servizio a Milano.

 

Cristiano fin dalla giovinezza,come i compagni Nabore e Felice,abbandonò la vita militare ,per non esporsi temerariamente al martirio ,nel 303,durante la persecuzione di Massimiano.

 

Nonostante ciò fu arrestato e torturato,ma,forte della Parola di Dio :”Tutti gli dei delle nazioni sono demoni:è il nostro Dio che ha creato il Cielo”,non tradì la sua fede.

 

La risposta alle minacce di morte di Massimiano gli venne dalle Sacre Scritture : “Restino delusi tutti quelli che adorano gli idoli e che si gloriano delle loro immagini.”

 

Fu condannato alla pena capitale,eseguita a Lodi.Le spoglie furono riportate trionfalmente a Milano.

 

 

San Vittore è rappresentato come guerriero,ma le sue armi non sono più strumenti di morte,ma di vita. “Noi,invece,che siamo del giorno,dobbiamo essere sobri,rivestiti con la corazza della Fede e della Carità”. ( Ts 5,8 ).

 

 

La Parola di Dio è la difesa del Santo: ” Mio scudo e baluardo,mia potente salvezza” (Salmo 18 (17)).La Croce di Cristo,la suia lancia : “Tu mi hai dato il Tuo scudo di salvezza,la Tua lancia mi ha sostenuto”.

 

 

La benedizione di Cristo sul Suo testimone ( martire ) si estende sulla Basilica che il Santo sorregge e presenta al Signore : “Gli vieni incontro con larghe benedizioni”.

 

( Salmo 21 (20)).

 

Per il rispetto dovuto alle Cose Sante di Dio la mano di San Vittore non tocca direttamente la Basilica ma poggia su di un lino orlato di colori simboli delle virtù teologali (Fede = bianco,Speranza= verde,Carità = rosso ).

 

 

La Madre di Dio,la Vergine Addolorata, dall’alto protegge ed abbraccia i Suoi figli come Colei che indica l’ unica “via ,verità e vita ” nel Figlio suo,uomo crocifisso e risorto che vince il mondo e si manifesta sempre nell’amore divino attraverso i Suoi Santi.

 

 

” Gettiamo via le opere delle tenebre

 

e indossiamo le armi della luce”

 

 

( Rm 13,12 )

 

 

vittore04webwww.mirabileydio.it

 

Pubblicato in: icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, martire, santi, santo

San Giorgio martire :23 APRILE

San Giorgio (www.mirabileydio.it)

San Giorgio Martire
23 aprile

sec. IV
Giorgio, il cui sepolcro è a Lidda (Lod) presso Tel Aviv in Israele, venne onorato, almeno dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. La sua memoria è celebrata in questo giorno anche nei riti siro e bizantino. (Mess. Rom.)

Pubblicato in: calendario icone sacre, icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, martire, marzo, santi, santo

Sant’Emanuele martire- 26 marzo

Sant’ EMANUELE  martire

www.mirabileydio.it

Icona di S. Emanuele martire. Per mano di Cristina Capella. http://www.mirabileydio.it

E’ ricordato in un gruppo di 40 martiri,terzo dopo Quadrato e Teodosio.Pare che fossero originari dell’Oriente.

Quadrato era vescovo e ,in tempi di persecuzione venne allontanato dalla sua Diocesi e diffidato dal proseguire la sua opera.Egli continuò a predicare,battezzare,assistere i fedeli finchè venne catturato e condannato a morte.

Dietro al suo esempio altri 39 cristiani,uomini e donne,giovani e vecchi,ricchi e poveri,si presentarono al governatore della provincia dichiarando la loro fede.Furono torturati nella speranza di vederli apostatare,ma poichè nessuno cedette,furono messi a morte.

Nell’icona il Santo viene rappresentato come liberato dal peccato.

“Il suo corpo è glorioso,conforme a quello del Cristo che è il primogenito di una moltitudine di fratelli”. E’ un corpo liberato dalla corruttibilità del peccato e dai suoi marchi d’infamia.

La bellezza del Santo non è di ordine fisico,ma emana dalla purezza del cuore,rigenerato dalla grazia e dall’innocenza. E’ la bellezza-santità la cui sorgente è lo Spirito Santo.

Leggiamo nel Vangelo di S.Matteo,che dice parlando della nascita del Bambino di Betlemme: “Tutto questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato detto dal Signore a mezzo del Profeta: Ecco,la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele ,che significa Dio con noi”.

Emmanuele è l’attributo tipico del Messia,cioè del vero inviato da Dio per la salvezza del Suo popolo.E’ il titolo glorioso di Gesù sopratutto nella Sua resurrezione,che è l’avvenimento che suggella e prova come Dio sia con Lui e anche con noi,con il popolo dei redenti da quella Redenzione e dei credenti in quella Resurrezione.

“O beati martiri,o grappoli umani della vite di Dio,

il vostro vino inebria la Chiesa.

Luci gloriose,divine ,che avete accettato con gioia

tutti i tormenti e vinto gli iniqui carnefici:

gloria alla potenza che vi ha assistito nel combattimento!

Il Dio venuto per la nostra salvezza abbia pietà di noi!”

(Rabulos di Edessa,autore siriaco)

http://www.mirabileydio.it

Pubblicato in: icona, icona sacra, icone dei santi, ICONE SACRE, martire, marzo, Passione, sante

Santa FELICITA martire: 7 marzo o 7 febbraio (rito Ambrosiano)

felicitawebSanta FELICITA martire: 7 marzo o 7 febbraio (rito Ambrosiano)

Sante Perpetua e Felicita Martiri + Cartagine, 7 marzo 203 Chiusa in carcere aspettando la morte, una giovane tiene una sorta di diario dei suoi ultimi giorni, descrivendo la prigione affollata, il tormento della calura; annota nomi di visitatori, racconta sogni e visioni degli ultimi giorni. Siamo a Cartagine, Africa del Nord, anno 203: chi scrive è la colta gentildonna Tibia Perpetua, 22 anni, sposata e madre di un bambino. Nella folla carcerata sono accanto a lei anche la più giovane Felicita, figlia di suoi servi, e in gravidanza avanzata; e tre uomini di nome Saturnino, Revocato e Secondulo. Tutti condannati a morte perché vogliono farsi cristiani e stanno terminando il periodo di formazione; la loro «professione di fede» sarà il martirio nel nome di Cristo. Le annotazioni di Perpetua verranno poi raccolte nella «Passione di Perpetua e Felicita», opera forse di Tertulliano, testimone a Cartagine. www.mirabileydio.it