Santa Tecla:23 settembre(24 settembre in rito ambrosiano e in oriente)

Santa Tecla di Iconio

Martire

23(24) settembre

Santa Tecla di Iconio , martire.www.mirabileydio.it

Venerata a Seleucia (la moderna Selefkie in Asia Minore) è la santa, fra le molte che portano questo nome, di cui si posseggono i documenti più antichi e il cui culto ha avuto una diffusione straordinaria sia in Oriente che in Occidente.
Ciò nonostante un destino di oscurità storica copre la sua personalità; la colpa di ciò è del presbitero dell’Asia Minore che, secondo Tertulliano aveva composto per affetto verso San Paolo, un romanzo fantastico sui suoi viaggi e sulla conversione della vergine Tecla a Iconio (Anatolia, Turchia), Questi Acta Pauli et Theclae della fine del II secolo, benché riconosciuti falsi dallo stesso autore, (che per questo fu deposto dall’ufficio) e rifiutati nel Decreto Gelasianum, hanno riempito tutte le successive recensioni sulla vita di Tecla che ci sono giunte.
L’eccessiva leggendarietà del racconto della sua vita, è in contrasto comunque con la citazione della sua esistenza fuor di ogni dubbio espressa dai martirologi antichi e dai monumenti esistenti in ogni epoca.
Commemorata nel Martirologio Geronimiano con la dizione “s. Tecla d’Oriente”, nei sinassari bizantini è citata come “protomartire” al 24 settembre e alla stessa data è iscritta nel Calendario marmoreo napoletano. Innumerevoli menzioni vi sono nei libri liturgici greci e latini come pure nelle opere dei Padri sia orientali che occidentali.
Santuari in suo onore sorsero in tutto il mondo antico perfino in Puglia e Milano, dipinti, statue, ipogei, lapidi, affreschi sono sparsi in tutto il mondo allora conosciuto specie in Spagna e Germania, tutti raffiguranti momenti e simboli del suo leggendario martirio. La si vede quasi sempre con un leone a fianco per la tortura subita con le belve e una colonna con il fuoco alla base, simbolo del suo martirio.
Altra leggenda vuole che la santa vivente negli ultimi anni della sua vita in grotte sotto una collina, all’approssimarsi dei nemici, era penetrata nella roccia che si era rinchiusa su di lei.
Il suo culto fiorì proprio in quella zona presso Seleucia, il cui vescovo Basilio, verso la metà del V sec., scrisse due libri sulla vita e i miracoli di Tecla.

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Santa Valeria :28 aprile

Santa Valeria (III secolo), venerata come santa e martire

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Icona Santa Valeria Martire-per mano di Cristina Capella

fu la moglie di San Vitale e madre dei santi Gervasio e Protasio.
Di origine milanese le fonti storiche fanno risalire la nascita intorno al III secolo. Il marito, Vitale, ufficiale dell’esercito, venne ucciso e martirizzato nella città di Ravenna. Valeria, durante il viaggio di rientro a Milano con la salma del marito, venne catturata da una banda di briganti pagani. Obbligata ad adorare il loro dio, abiurando il Dio cristiano, si rifiutò, venendo per questo percossa a morte.

San Vittore martire: 8 maggio

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SAN VITTORE MARTIRE

 

 

 

San Vittore,oriundo della Mauritania,si arruolò nelle milizie romane e prestò servizio a Milano.

 

Cristiano fin dalla giovinezza,come i compagni Nabore e Felice,abbandonò la vita militare ,per non esporsi temerariamente al martirio ,nel 303,durante la persecuzione di Massimiano.

 

Nonostante ciò fu arrestato e torturato,ma,forte della Parola di Dio :”Tutti gli dei delle nazioni sono demoni:è il nostro Dio che ha creato il Cielo”,non tradì la sua fede.

 

La risposta alle minacce di morte di Massimiano gli venne dalle Sacre Scritture : “Restino delusi tutti quelli che adorano gli idoli e che si gloriano delle loro immagini.”

 

Fu condannato alla pena capitale,eseguita a Lodi.Le spoglie furono riportate trionfalmente a Milano.

 

 

San Vittore è rappresentato come guerriero,ma le sue armi non sono più strumenti di morte,ma di vita. “Noi,invece,che siamo del giorno,dobbiamo essere sobri,rivestiti con la corazza della Fede e della Carità”. ( Ts 5,8 ).

 

 

La Parola di Dio è la difesa del Santo: ” Mio scudo e baluardo,mia potente salvezza” (Salmo 18 (17)).La Croce di Cristo,la suia lancia : “Tu mi hai dato il Tuo scudo di salvezza,la Tua lancia mi ha sostenuto”.

 

 

La benedizione di Cristo sul Suo testimone ( martire ) si estende sulla Basilica che il Santo sorregge e presenta al Signore : “Gli vieni incontro con larghe benedizioni”.

 

( Salmo 21 (20)).

 

Per il rispetto dovuto alle Cose Sante di Dio la mano di San Vittore non tocca direttamente la Basilica ma poggia su di un lino orlato di colori simboli delle virtù teologali (Fede = bianco,Speranza= verde,Carità = rosso ).

 

 

La Madre di Dio,la Vergine Addolorata, dall’alto protegge ed abbraccia i Suoi figli come Colei che indica l’ unica “via ,verità e vita ” nel Figlio suo,uomo crocifisso e risorto che vince il mondo e si manifesta sempre nell’amore divino attraverso i Suoi Santi.

 

 

” Gettiamo via le opere delle tenebre

 

e indossiamo le armi della luce”

 

 

( Rm 13,12 )

 

 

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