2 febbraio: Presentazione del Signore al Tempio

La Presentazione di Gesù al Tempio     

Presentazione del Signore al Tempio (2008) per mano di Cristina Capella  www.mirabileydio.it

La festa è ora posta quaranta giorni( periodo per la purificazione della madre,secondo la tradizione ebraica)  dopo il Natale ,mentre inizialmente era  il 14 febbraio ,40 giorni dall’Epifania , Natale per le Chiese d’ Oriente.

La festa fu introdotta in Occidente nel VII secolo e conosciuta come“Purificazione di Maria”.

Per la liturgia bizantina è Hypapantì, cioè  la festa dell’“Incontro” : tra il Cristo ed il popolo in attesa della salvezza, rappresentato da Simeone ed  Anna; tra l’Antico e il Nuovo Testamento;tra l’uomo e Dio, ed è annoverata tra le feste del Signore.

…Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;

lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.” (Lc 2)

Simeone mosso dallo Spirito Santo (verde:  colore della vita  e della speranza) si è recato al tempio ed è in attesa, come il sacerdote  nel  rito bizantino ,di ricevere il Bambino Gesù, con le mani velate in segno di adorazione.

“Stava già per lasciare questo mondo fallace ,Simeone  ispirato vegliardo.

Qual pargolo a lui fosti dato, ma in te riconobbe il Signore perfetto,

e ammirando stupito l’eterna sapienza, esclamò: Alleluia! .”

(inno Acatisto, XII)

 

Presentazione del Signore al Tempio (2012).per mano di Cristina Capella http://www.mirabileydio.it

Al centro, il ciborio con l’altare della Nuova Alleanza sul quale si perpetua il sacrificio del Signore, indicano nell’Eucaristia, il luogo dell’incontro.

La tenda è il velo del tempio ma anche i lembi del manto del Signore.

Il drappo rosso  sul  tetto  mostra la protezione misericordiosa di Dio che tutto copre.

Maria è collocata  come lampada  davanti all’altare , simbolo del tempio ,poiché Maria è il tempio che ha portato il Cristo . Ella è in atto di porgere  a Simeone il Signore, che siede come su un trono sulle sue braccia.

“Gioisci, Madre di Dio Vergine piena di grazia: da te infatti è sorto il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, che illumina quanti sono nelle tenebre”

(Tropario)

Cristo  benedicente,“Luce per illuminare le genti” ,porta nella  mano sinistra il documento del debito, il chirografo del peccato, quale segno del riscatto per l’umanità.

A sinistra Giuseppe che ha in mano   le colombe per il riscatto ed

assiste muto  alla scena.

Chi  incontra Cristo la Luce delle genti, può affermare di aver trovato la pienezza della vita, la salvezza attesa ed esclamare:

“Ora lascia o Signore che il tuo servo

vada in pace..”

(Lc 2,22-40)

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Santa Caterina da Siena: 29 aprile

Santa Caterina da Siena

Vergine e dottore della Chiesa, patrona d’Italia

29 aprile

Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380

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Ventiquattresima figlia di Jacopo Benincasa, tintore e Lapa di Puccio de’ Piacenti, ebbe una sorella gemella, morta neonata . A sette anni fece voto di verginità . Il suo primo biografo, il beato Raimondo da Capua (1330-1399), confessore di santa Caterina ,poi superiore generale dell’ordine domenicano,narra come la mistica senese abbia intrapreso, fin da bambina, la via della perfezione cristiana:
riducendo cibo e sonno; abolendo la carne; si nutriva di erbe crude, di qualche frutto; utilizzava il cilicio…Proprio ai Domenicani la giovanissima Caterina, si rivolse per rispondere alla vocazione ,ma fu necessario combattere contro le forti reticenze dei genitori .Aveva 12 anni, eppure reagì con forza: si tagliò i capelli, si coprì il capo con un velo e si serro in casa. Risolutivo fu poi ciò che un giorno il padre vide: sorprese una colomba aleggiare sulla figlia in preghiera. Nel 1363 vestì l’abito delle «mantellate»
dal mantello nero sull’abito bianco dei Domenicani); una scelta anomala quella del terz’ordine laicale, al quale aderivano soprattutto donne mature o vedove, che continuavano a vivere nel mondo, ma con emissione dei voti di obbedienza, povertà e castità. Caterina si avvicino alle letture sacre pur essendo analfabeta: ricevette dal Signore il dono di saper leggere e imparo anche a scrivere, ma uso comunque
e spesso il metodo della dettatura.

Al termine del Carnevale del 1367 si compirono le mistiche nozze:
da Gesù riceve un anello adorno di rubini. Fra Cristo, il bene amato sopra ogni altro bene, e Caterina viene a stabilirsi un rapporto di intimità e di intensa comunione, fino allo scambio fisico di cuore.
Cristo ormai vive in lei (Gal 2,20). Fu intensa l’attività caritatevole a vantaggio dei poveri, degli ammalati, dei carcerati e intanto soffre per il mondo, che e in balia della disgregazione e del peccato .
Le lettere, che la mistica osa scrivere al Papa in nome di Dio, sono vere e proprie colate di lava , dove gli appelli alle autorita , sia religiose che civili, sono fermi e intransigenti, ma intrisi di materno sentire.
Una «famiglia spirituale» vive intorno a questa madre che pungola, sostiene, invita, con forza e senza posa, alla Causa di Cristo, facendo anche pressioni, come pacificatrice . Lotte con il demonio, levitazioni, estasi, bilocazioni, colloqui con Cristo, il desiderio di fusione in Lui e la prima morte di puro amore, quando l’amore ebbe la forza della morte e la sua anima fu liberata dalla carne… per un breve spazio di tempo.I temi sui quali Caterina pone attenzione sono: la pacificazione dell’Italia, la necessità della crociata, il ritorno della sede pontificia a Roma e la riforma della Chiesa. Passato il periodo della peste a Siena, nel quale non sottrae la sua attenta assistenza, il 1° aprile del 1375, nella
chiesa di Santa Cristina, riceve le stimmate incruente; cerca di dissuadere i capi delle città di Pisa e Lucca dall’aderire alla Lega antipapale . L’anno seguente partì per Avignone, dove giunse il 18 giugno per incontrare Gregorio XI (1330–1378), il quale, persuaso dall’intrepida Caterina, rientro nella città di san Pietro il 17 gennaio 1377. Amando Gesù («O Pazzo d’amore!»), che descrive come un ponte lanciato tra Cielo e terra, Caterina amava i sacerdoti perchè dispensatori, attraverso i Sacramenti e la
Parola, della forza salvifica. L’anima di colei che iniziava le sue cocenti e vivificanti lettere con «Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo», raggiunge la beatitudine il 29 aprile 1380, a 33 anni, gli stessi di Cristo, nel quale si era persa per ritrovare l’autentica essenza.

Santa Elisabetta Madre di Giovanni Battista:23 settembre

Sant’ Elisabetta Madre di Giovanni Battista

23 settembre

 

 Sant' Elisabetta Madre di Giovanni Battista
Sant’ Elisabetta Madre di Giovanni Battista

Commemorazione dei santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista, Precursore del Signore. Elisabetta, accogliendo in casa sua Maria, sua parente, piena di Spirito Santo, salutò la Madre del Signore benedetta tra le donne; Zaccaria, sacerdote, pieno di spirito profetico, alla nascita del figlio, lodò Dio redentore e predisse il prossimo avvento di Cristo, che verrà dall ’alto come sole che sorge.

Santa Valeria :28 aprile

Santa Valeria (III secolo), venerata come santa e martire

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Icona Santa Valeria Martire-per mano di Cristina Capella

fu la moglie di San Vitale e madre dei santi Gervasio e Protasio.
Di origine milanese le fonti storiche fanno risalire la nascita intorno al III secolo. Il marito, Vitale, ufficiale dell’esercito, venne ucciso e martirizzato nella città di Ravenna. Valeria, durante il viaggio di rientro a Milano con la salma del marito, venne catturata da una banda di briganti pagani. Obbligata ad adorare il loro dio, abiurando il Dio cristiano, si rifiutò, venendo per questo percossa a morte.

Santa Laura di Cordova Martire:19 ottobre

Santa Laura di Cordova Martire

icona di santa Laura martire di Cordova .Per mano di Cristina Capella. http://www.mirabileydio.it

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19 ottobre

Sec. IX

Sarebbe stata una monaca del monastero di Santa Maria di Cuteclara, vicino Cordova in Spagna, di cui nell’856 divenne badessa. Nel «Martyrologium hispanicum» si narra che durante l’occupazione musulmana rifiutò di abiurare la propria fede cristiana: condotta davanti ad un giudice islamico, fu processata e condannata a morire in un bagno di pece bollente. Dopo tre ore di atroci dolori, diede la sua anima a Dio. Era l’anno 864. A dispetto delle scarne notizie che si sanno, il culto per la martire Laura ebbe grande espansione e il suo nome è molto diffuso in tutta Europa. Molti studiosi fanno derivare Laura dal latino «laurus», cioè alloro, pianta sacra ad Apollo e simbolo di sapienza e gloria. Ai tempi dei romani comunque era più facile trovare Laurentia che Laura. Il significato lo si fa risalire al serto di alloro con cui venivano incoronati i vincitori di varie gare. Nei secoli successivi, con il serto sulla testa, si sono raffigurati i poeti e i sapienti. Ancora oggi chi completa il ciclo di studi è detto «laureato»

Dedicazione di Santa Maria Maggiore:5 Agosto

ICONA SALUS POPULI ROMANI(2010) per mano di Cristina Capella

Dedicazione di Santa Maria Maggiore:5 Agosto

Nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni, insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa.
Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana.
Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi.
Questa la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta ‘Liberiana’ dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve.
L’antica chiesa fu poi abbattuta al tempo di Sisto III (432-440) il quale in ricordo del Concilio di Efeso (431) dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle edificare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando anche il materiale di recupero della precedente chiesa.
In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva la sontuosità del nuovo tempio, né l’imponenza e maestosità; qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua preminenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna.
Nei secoli successivi la basilica ebbe vari interventi di restauro strutturali e artistici, fino a giungere, dal 1750 nelle forme architettoniche che oggi ammiriamo.
Dal 1568 la denominazione ufficiale della festa liturgica della Madonna della Neve, è stata modificata nel termine “Dedicazione di Santa Maria Maggiore” con celebrazione rimasta al 5 agosto.

La Visitazione di Maria ad Elisabetta :31 maggio

icona della Visitazione 2014 .(20 x 25 cm)

Dopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette subito in viaggio, per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio.  La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista.

Santa Rita da Cascia: 22 maggio

Santa Rita da Cascia   

22 maggio

icona di Santa Rita da Cascia (per mano di Cristina Capella)
icona di Santa Rita da Cascia (per mano di Cristina Capella)

La tradizione ci racconta che, portata alla vita religiosa, fu data in sposa ad un uomo   violento che, convertito da lei , venne in seguito ucciso per una vendetta. I due figli giurarono di vendicarlo e Rita, non riuscendo a dissuaderli, pregò Dio  di farli piuttosto morire. Quando ciò si verificò, Rita si ritirò nel locale monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena. Qui condusse una santa vita con una particolare spiritualità in cui veniva privilegiata la Passione di Cristo. Durante un’estasi ricevette una speciale stigmate sulla fronte, che le rimase fino alla morte. Negli ultimi quattro anni si cibava così poco, che forse la Comunione eucaristica era il suo unico sostentamento e fu costretta a restare coricata sul suo giaciglio.
E in questa fase finale della sua vita, avvenne un altro prodigio, ricevette la visita di una parente, alla quale domandò una rosa dall’orto della sua casa di Roccaporena, ma essendo pieno inverno era impossibile ma Rita insisté.
Tornata a Roccaporena la parente si recò nell’orticello e in mezzo ad un rosaio, vide una bella rosa sbocciata, stupita, la colse e la portò da Rita a Cascia, la quale ringraziando la consegnò alle consorelle.
Così la santa vedova, madre, suora, divenne la santa della ‘Spina’ e la santa della ‘Rosa’, segno che tutto è possibile a chi ha fede in Cristo e per questo nel giorno della sua festa vengono benedette le rose e distribuite ai fedeli.
Il 22 maggio 1447, Rita si spense; il corpo fu poi riposto in un sarcofago ligneo, opera di Cesco Barbari, un falegname di Cascia, devoto risanato per intercessione della santa.
Sul sarcofago sono vari dipinti di Antonio da Norcia (1457) e sul coperchio è dipinta la santa in abito agostiniano, stesa nel sonno della morte.
La sua esistenza di moglie di madre cristiana, segnata dal dolore e dalle miserie umane, è ancora oggi un esempio.

Beate Caterina Morigi di Pallanza e Giuliana Puricelli da Busto Arsizio :27 Aprile

         

Beate Caterina e Giuliana

27 aprile

Caterina, nata a Pallanza agli inizi del secolo XV, fu educata a Milano.

Il 24 aprile 1452 salì all’eremo del Sacro Monte, dove trascorse una vita di penitenza sorretta dalla contemplazione dell’” amoroso Christo crocifixo”.

La giornata di Caterina si consumava nella prolungata e commossa lettura della parola di Dio:

“Ogni giorno Caterina recitava il Passio di S. Giovanni e lo diceva con tanto fervore, devozione e lacrime che noi stimavamo che lo Spirito Santo glie lo avesse insegnato”.

Caterina vedeva lo Sposo Crocifisso e sofferente nella Sua umanità e desiderava condividerne la passione per la salvezza della sua anima e del mondo intero; nella sua prolungata meditazione non si fermava al mistero della passione di Cristo ma con gli occhi del cuore :

vedeva il suo Salvatore in cielo tra i cori degli angeli e ne gioiva così intensamente da dimenticare ogni altra cosa“.

Morì il 6 aprile 1478 lasciando il testamento della carità e dell’obbedienza alla volontà di Dio.

Il 14 ottobre 1454 raggiunse Caterina nell’eremo del Sacro Monte, Giuliana, nata nei pressi di Busto Verghera nel 1427.

Giuliana era un’anima umile, forse analfabeta e quindi pregava in modo semplice e, non sapendo affrontare le meditazioni delle Sacre Scritture, ripeteva infinite volte l’Ave Maria e il Padre Nostro, sempre con gioia.

Era così affabile, pura e allegra che si mostrava a tutti con un viso angelico.

Dopo una vita consumata nelle incessanti preghiere alla Madonna, Giuliana ebbe il privilegio di contemplare la Vergine in un tripudio di angeli.

Morì nella notte tra il 14 e il 15 agosto del 1501 nella solennità dell’Assunzione.

Il Monastero delle Romite Ambrosiane, sotto la Regola di S. Agostino, gode della protezione particolare dell’Arcangelo S. Michele.

Beata Caterina e Beata Giuliana,

il vostro aiuto ci sostenga affinché vi possiamo imitare

nell’amore della contemplazione e nella sequela del Cristo Crocifisso.

Pregate perché crescano in noi la santa pazienza,

la continua perseveranza e la confidenza nella bontà di Dio.

Cedete a noi quei doni che voi stesse lasciaste quale vostro testamento:

che abbiamo carità e amore gli uni per gli altri

e che sempre cerchiamo di vivere secondo la volontà di Dio.

 

(2014 )Beate Caterina e Giuliana :  Romite Ambrosiane

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Beate Caterina e Giuliana

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Santa Maria di Cleofa :24 aprile

Santa Maria di Cleofa

Icona delle pie donne(mirofore) al sepolcro(www.mirabileydio.it)

24 aprile

sec. I

Moglie di Cleopa (poi volgarizzato in Cleofa) . I suoi figli furono chiamati “fratelli” di Gesù,, termine semitico, che indicava anche i cugini. Ella è conosciuta anche come Maria Jacobi, poiché è considerata la madre di Giacomo, detto il Minore, che poi fu vescovo di Gerusalemme. Faceva parte del gruppo che seguivano il Signore per tutta la Galilea e S. Giovanni ce la presenta fra il coro delle “pie donne”, con la SS. Vergine e con Maria di Magdala, ai piedi di Gesù in croce. Maria di Cleofa  si recò con le altre donne al sepolcro e poté constatare la risurrezione di Gesù.

Santa FELICITA martire: 7 marzo

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Sante Perpetua e Felicita Martiri

+ Cartagine, 7 marzo 203 

Chiusa in carcere aspettando la morte, una giovane tiene una sorta di diario 
dei suoi ultimi giorni, descrivendo la prigione affollata, il tormento della calura; 
annota nomi di visitatori, racconta sogni e visioni degli ultimi giorni. 
Siamo a Cartagine, Africa del Nord, anno 203: chi scrive è la colta gentildonna 
Tibia Perpetua, 22 anni, sposata e madre di un bambino. Nella folla carcerata 
sono accanto a lei anche la più giovane Felicita, figlia di suoi servi, e in gravidanza 
avanzata; e tre uomini di nome Saturnino, Revocato e Secondulo. 
Tutti condannati a morte perché vogliono farsi cristiani e stanno terminando 
il periodo di formazione; la loro «professione di fede» sarà il martirio nel nome di Cristo. 
Le annotazioni di Perpetua verranno poi raccolte nella «Passione di Perpetua e Felicita»,
 opera forse di Tertulliano, testimone a Cartagine. 

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Santa Martina martire romana :30 gennaio

icona santa Martina
icona santa Martina martire romana(www.mirabileydio.it).            Santa Martina Martire                         30 gennaio .                                  Martina, figlia di un nobile romano, sarebbe stata diaconessa, che per aver rifiutato di fronte al tribunale di Alessandro Severo di sacrificare ad Apollo, dopo infiniti tormenti e prodigi da parte sua, fu condannata ad essere decapitata. La più antica notizia su Martina è che papa Onorio I le dedicò una chiesa nel Foro.

Santa Angela Merici: 27 gennaio

Icona di santa Angela

Icona di santa Angela Merici

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                Desenzano sul Garda (Brescia), 21 marzo 1474 – Brescia, 27 gennaio 1540                                                      Angela Merici fondò nel 1535 la Compagnia di Sant’Orsola, congregazione le cui suore sono note come Orsoline. Le sua idea di aprire scuole per le ragazze era rivoluzionaria per un’epoca in cui l’educazione era privilegio quasi solo maschile. Nata nel 1474 a Desenzano del Garda (Brescia) in una povera famiglia contadina, entrò giovanissima tra le Terziarie francescane(delle quali indossò l’abito). Rimasta orfana di entrambi i genitori a 15 anni, partì pellegrina per la Terra Santa(ha in mano bordone e bisaccia). avvenne Giunta però per vedere i luoghi di Gesù, rimase colpita da cecità temporanea. Ebbe la visione di una luce e una scala che saliva in cielo, dove la attendevano schiere di fanciulle. Compresa la sua missione, tornata in patria, diede vita alla nuova congregazione, le cui prime aderenti vestivano come le altre ragazze di campagna. La regola venne stampata dopo la morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio del 1540

Santa Francesca Cabrini: 22 dicembre

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Santa Francesca Saverio Cabrini Vergine
22 dicembre
S. Angelo Lodigiano, 1850 – Chicago, 1917
Una fragile quanto straordinaria maestrina di Sant’Angelo Lodigiano. In questo ritratto si colloca la figura di Francesca Saverio Cabrini. Nata nella cittadina lombarda nel 1850 e morta negli Stati Uniti in terra di missione, a Chicago. Orfana di padre e di madre, Francesca avrebbe voluto chiudersi in convento, ma non fu accettata a causa della sua malferma salute. Prese allora l’incarico di accudire a un orfanotrofio, affidatole dal parroco di Codogno. La giovane, da poco diplomata maestra, fece molto di più: invogliò alcune compagne a unirsi a lei, costituendo il primo nucleo delle Suore missionarie del Sacro Cuore, poste sotto la protezione di un intrepido missionario, san Francesco Saverio, di cui ella stessa, pronunciando i voti religiosi, assunse il nome. Portò il suo carisma missionario negli Stati Uniti, tra gli italiani che vi avevano cercato fortuna. Per questo divenne la patrona dei migranti. Nel giorno della morte il suo corpo venne traslato a New York alla «Mother Cabrini High School», vicino ai suoi «figli». (Avvenire)

Santa Lucia :13 dicembre

SANTA LUCIA,VERGINE E MARTIRE

Lucia, subì il martirio a Siracusa probabilmente nella persecuzione di Diocleziano,intorno al 304 ,il 13 dicembre.

La Passio,scritta nel V-VI secolo che narra del suo martirio è da annoverarsi tra le leggende agiografiche.Ad essa si aggiunsero più tardi altri episodi derivati da altre narrazioni ,sembra ispirate

dal nome Lucia connesso con la luce e quindi con la vista e per questa ragione fù rappresentata con gli occhi strappati.

Il modello per questa icona è l’ immagine più antica della santa, un affresco nella cripta di San Marziano del XII secolo.

Nell’ icona la santa è rappresentata secondo il tipo canonico dei martiri; la mano destra regge la croce,simbolo insieme della rinuncia e del martirio; la mano sinistra,aperta,rivolta verso lo spettatore,è segno di consacrazione e di verginità.

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Santa Cecilia martire( 22 novembre)

Santa Cecilia Vergine e martire

22 novembre

sec. II-III

 

 

Santa Cecilia martire
Santa Cecilia martire( http://www.mirabileydio.it)

Al momento della revisione del caledario dei santi tra i

titolari delle basiliche romane solo la memoria di santa

Cecilia è rimasta alla data tradizionale. Degli altri molti

sono stati soppressi perché mancavano dati o anche indizi

storici riguardo il loro culto. Anche riguardo a Cecilia,

venerata come martire e onorata come patrona dei musicisti, è

difficile reperire dati storici completi ma a sostenerne

l’importanza è la certezza storica dell’antichità del suo

culto. Due i fatti accertati: il «titolo» basilicale di

Cecilia è antichissimo, sicuramente anteriore all’anno 313,

cioè all’età di Costantino; la festa della santa veniva già

celebrata, nella sua basilica di Trastevere, nell’anno 545.

Sembra inoltre che Cecilia venne sepolta nelle Catacombe di

San Callisto, in un posto d’onore, accanto alla cosiddetta

«Cripta dei Papi», trasferita poi da Pasquale I nella cripta

della basilica trasteverina. La famosa «Passio», un testo più

letterario che storico, attribuisce a Cecilia una serie di

drammatiche avventure, terminate con le più crudeli torture e

conclusesi con il taglio della testa.

Dalla fine del Medioevo,Santa Cecilia fu considerata come

musicista e patrona degli stessi musicisti,per via di

un passo della leggendaria Passione, in cui si dice

che ” mentre gli organi suonavano, ella cantava nel suo cuore

soltanto per il Signore “.

Nella stessa maniera, non soltanto i musicisti, ma tutte le

creature dovrebbero, prima d’ogni altra cosa, dar lode a Dio

datore di tutte le grazie, compresa quella dell’arte.

 

 

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Santa Matilde di Hackeborn (19 Novembre)

santa Matilde http://www.mirabileydio.it

Santa Matilde di Hackeborn (o di Helfta) Monaca  

                                       19 novembre

Nasce attorno al 1240 nel castello di Helfta, in Sassonia, da una delle più delle più nobili e potenti famiglie della Turingia, i von Hackeborn.

La sorella maggiore, Gertrude, è badessa nel convento di Helfta. All’età di sette anni Matilde viene accolta come educanda nel monastero benedettino di Rodardsdorf.

Qui la sua vocazione cresce e la giovane decide di indossare il velo.

Nel 1258 raggiunge la sorella maggiore a Helfta dove, tre anni più tardi, le viene affidata la cura di una giovane monaca che resterà nella storia con il nome di santa Gertrude la Grande. Proprio a quest’ultima Matilde confesserà le proprie visioni mistiche. Da queste confidenze nascerà poi uno dei libri più noti della mistica medievale: il Libro della grazia speciale.

Matilde, particolarmente dotata nel canto, cura e dirige il coro del monastero e per questa sua qualità sembra che lo stesso Dante si sia ispirato a lei per la figura di Matelda nel Purgatorio. Muore nel monastero di Helfta nel 1298.

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4 ottobre :San Francesco di Assisi

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SAN FRANCESCO D’ASSISI

san Francesco di Assisi . http://www.mirabileydio.it

Anche gli ortodossi che hanno avuto la fortuna di conoscere San Francesco guardano a Lui con vera devozione e riconoscono in Lui

molti tratti della propria Santità.

I Russi lo paragonano volentieri ad alcuni dei loro grandi Santi : Sergio di Radonetz e Serafino di Sarov.

Nell’ officiatura ortodossa si trovano le seguenti orazioni:

“La tua gloria,venerato padre Francesco,

come luna splendente è passata dall’Occidente all’Oriente.

Per sposa hai preso la santa povertà disdegnando la gloria di questo mondo

e la ricchezza che si corrompe,

e hai comunicato alle sofferenze di Cristo.

Riconcilia l’Oriente con l’Occidente,

procurando loro,

per mezzo delle tue preghiere,

l’unità.

Proteggi la Chiesa nel mondo intero,

padre ammirabile,Francesco illustre,

vaso spirituale dal quale emana,

come dolce profumo,

la grazia dello Spirito Santo.”

“O tu che sei la gloria dell’Italia,il suo intercessore con Antonio e Benedetto,

per le tue preghiere conserva anche la terra russa,

o venerato padre che ti rallegri in Cielo assiema a Teodosio,Sergio e Serafino.

Di tutti i sofferenti sii protettore e con le tue preghiere accorri in soccorso dei fedeli che celebrano te,

venerabile padre Francesco.”

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