ICONE SACRE: I 20 MISTERI DEL ROSARIO Itinerario orante tra Oriente ed Occidente al Sacro Monte di Varese. Mostra di icone scritte per mano di Cristina Capella.

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San Bonifacio martire: 5 giugno

Icona San Bonifacio 2008 http://www.mirabileydio.it
san Bonifacio martire(www.mirabileydio.it)
san Bonifacio Martire(www.mirabileydio.it)
San Bonifacio Vescovo e martire 
                                   5 giugno 

                   Bonifacio o Winfrid sembra appartenesse a una nobile 
                  famiglia inglese del Devonshire, dove nacque nel 673 (o 680). 
                  Professò la regola monastica nell'abbazia di Exeter e di 
                  Nurslig, prima di dare inizio all'evangelizzazione delle 
                  popolazioni germaniche oltre il Reno. Il suo primo tentativo 
                  di raggiungere la Frisia andò a vuoto per l'ostilità tra il 
                  duca tedesco Radbod e Carlo Martello. Winfrid compì allora il 
                  pellegrinaggio a Roma per pregare sulle tombe dei martiri e 
                  avere la benedizione del papa. S. Gregorio II ne assecondò lo 
                  slancio missionario e Winfrid ripartì per la Germania. Sostò 
                  nella Turingia, quindi raggiunse la Frisia, appena 
                  assoggettata dai Franchi, e vi operò le prime conversioni. In 
                  tre anni percorse gran parte del territorio germanico.
                  Anche i Sassoni risposero con entusiasmo alla sua 
                  predicazione. Convocato a Roma, ebbe dal papa l'ordinazione 
                  episcopale e il nuovo nome di Bonifacio. Durante il viaggio di 
                  ritorno in Germania in un bosco di Hessen fece abbattere una  
 gigantesca quercia alla quale le popolazioni pagane 
attribuivano magici poteri perché ritenuta sede di un dio. 
                  Quel gesto fu ritenuto una vera sfida alla divinità e i pagani 
                  accorsero per assistere alla vendetta del dio offeso. 
                  Bonifacio ne approfittò per recare loro il messaggio 
                  evangelico.
 Ai piedi della quercia abbattuta eresse la prima 
 chiesa dedicata a S. Pietro.
                  Prima di organizzare la Chiesa sulla riva destra del Reno 
                  pensò alla fondazione, tra le regioni di Hessen e Turingia, di 
                  un'abbazia, che divenisse il centro propulsore della 
                  spiritualità e della cultura religiosa della Germania. Nacque 
                  così la celebre abbazia di Fulda ,dove poi fù sepolto. Come sede 
                  arcivescovile scelse la città di Magonza.
                  Già vecchio, eppur infaticabile, ripartì per la Frigia. Lo 
                  accompagnavano una cinquantina di monaci. Il 5 giugno 754 
                  aveva dato l'appuntamento presso Dokkum a un gruppo di 
                  catecumeni. Era il giorno di Pentecoste; all'inizio della 
                  celebrazione della Messa i missionari vennero assaliti da un 
                  gruppo di Frisoni armati di spade. "Non temete - disse 
                  Bonifacio ai compagni - tutte le armi di questo mondo non 
                  possono uccidere la nostra anima". Quando la spada di un 
 infedele si abbatté sul suo capo, cercò di ripararsi  
 coprendosi con l'Evangeliario. Ma il fendente sfregiò il libro
 e mozzò il capo del martire.

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San Bonifacio martire(www.mirabileydio.it)

Sant’Erasmo di Formia: 2 giugno

icona di Sant’Erasmo

Sant’ Erasmo di Formia Vescovo e martire 2 giugno

Fonti degne di fede attestano l’esistenza di un s. Erasmo, martire, vescovo di Formia, il cui culto era molto diffuso nella Campania e nel Lazio. La più antica è il Martirologio Geronimiano in cui Erasmo è ricordato il 2 giugno S. Gregorio Magno alla fine del sec. VI, scrivendo al vescovo Bacauda di Formia, attesta che il corpo del santo era conservato in quella chiesa: “Formianae ecclesiae in qua corpus beati Herasmi martyris requiescit”. Lo stesso pontefice ricorda due monasteri dedicati ad Erasmo: uno a Napoli e l’altro posto “in latere montis Pepperi” presso Cuma. Anche Roma aveva un monastero dedicato al santo sul Celio, nel quale fu educato da giovane il papa Adeadato (m. 619) che poi, da pontefice, lo ampliò e lo arricchì di beni e privilegi. Altri monasteri intitolati ad Erasmo erano presso Formia (detto anche di Castellone) e presso Itri “in valle Itriana”.
Il nome di Erasmo, oltre che nei martirologi storici, donde è passato nel Romano, era inserito nel Calendario marmoreo di Napoli. Nell’842, dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le sue reliquie vennero trasferite a Gaeta e nascoste in un pilastro della chiesa di S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. Da quel tempo Erasmo fu proclamato patrono di Gaeta e furono anche coniate monete con la sua effigie. Il 3 febbraio 1106 Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta in onore della Vergine e di Erasmo Nel Medio Evo il santo fu annoverato tra i cosidetti santi Ausiliatori e invocato specialmente contro le epidemie, mentre i marinai lo venerano come patrono col nome di S. Elmo.
Sulla personalità di Erasmo purtroppo siamo male informati poiché la passio, compilata con molta probabilità verso il sec. VI, è favolosa e leggendaria, né può aver maggior valore una biografia attribuita, senza solido fondamento, a Gelasio II (1118-19). Da questi scritti appare evidente come gli autori niente sapessero di sicuro intorno ad Erasmo se non ch’era stato vescovo di Formia ed era morto martire al tempo forse di Diocleziano.
Secondo la passio, dunque, Erasmo era oriundo di Antiochia. Quando scoppiò la persecuzione era già vescovo e si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città fu arrestato e condotto al tribunale dell’imperatore che con lusinghe e tormenti cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei; ma Erasmo rimase saldo nella fede e fu rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente, si recò nell’Illirico dove in sette anni convertì quattrocentomila persone. Arrestato ancora una volta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila persone, molte delle quali furono immediatamente uccise, mentre Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato orribilmente, era rinchiuso in carcere. Fu liberato allora dall’arcangelo Michele che lo condusse a Formia, ed ivi sette giorni dopo placidamente morì.

San Marco Evangelista :25 Aprile

SAN MARCO EVANGELISTA

 

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Pare che il secondo evangelista avesse due nomi,quello ebraico di Giovanni e quello romano di Marco.

Era figlio di una delle tante Maria di Gerusalemme che seguirono devotamente Gesù e poi ospitarono i Suoi primi seguaci.

Si crede che Marco,giovinetto,assistesse alla cattura di Gesù nell’orto degli ulivi e che proprio alla sua casa bussasse S.Pietro la notte in cui l’Angelo lo liberò dalle catene.

Ma anche se il giovane Marco non conobbe direttamente il Redentore,seppe da Pietro tutto ciò che aveva fatto e aveva detto.

Seguì l’Apostolo,suo padre spirituale,a Roma dove ascoltò assiduamente la sua catechesi.

San Marco avrebbe predicato il Vangelo di Cristo non solo a Roma ma anche ad Alessandria d’Egitto dove avrebbe fondato la prima Chiesa e dove sarebbe stato martirizzato.

Nell’828 due mercanti veneziani trafugarono il corpo dell’Evangelista per sottrarlo alla terra dominata dagli infedeli.Le reliquie di San Marco giunsero nella città di Venezia dove furono poste nella Basilica che porta il suo nome.

“Infinita è la grazia che i Santi ricevono da Cristo.

Le loro reliquie,per la forza di Dio, operano .

continuamente miracoli;i loro nomi ,invocati con fede,

risanano malattie incurabili.

Per la loro intercessione,Signore,liberaci dalle passioni

dell’anima e del corpo,Tu che sei l’amico degli uomini ! “

(dai Vespri della Festa dei Santi)

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Sant’Emanuele martire- 26 marzo

Sant’ EMANUELE  martire

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Icona di S. Emanuele martire. Per mano di Cristina Capella. http://www.mirabileydio.it

E’ ricordato in un gruppo di 40 martiri,terzo dopo Quadrato e Teodosio.Pare che fossero originari dell’Oriente.

Quadrato era vescovo e ,in tempi di persecuzione venne allontanato dalla sua Diocesi e diffidato dal proseguire la sua opera.Egli continuò a predicare,battezzare,assistere i fedeli finchè venne catturato e condannato a morte.

Dietro al suo esempio altri 39 cristiani,uomini e donne,giovani e vecchi,ricchi e poveri,si presentarono al governatore della provincia dichiarando la loro fede.Furono torturati nella speranza di vederli apostatare,ma poichè nessuno cedette,furono messi a morte.

Nell’icona il Santo viene rappresentato come liberato dal peccato.

“Il suo corpo è glorioso,conforme a quello del Cristo che è il primogenito di una moltitudine di fratelli”. E’ un corpo liberato dalla corruttibilità del peccato e dai suoi marchi d’infamia.

La bellezza del Santo non è di ordine fisico,ma emana dalla purezza del cuore,rigenerato dalla grazia e dall’innocenza. E’ la bellezza-santità la cui sorgente è lo Spirito Santo.

Leggiamo nel Vangelo di S.Matteo,che dice parlando della nascita del Bambino di Betlemme: “Tutto questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato detto dal Signore a mezzo del Profeta: Ecco,la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele ,che significa Dio con noi”.

Emmanuele è l’attributo tipico del Messia,cioè del vero inviato da Dio per la salvezza del Suo popolo.E’ il titolo glorioso di Gesù sopratutto nella Sua resurrezione,che è l’avvenimento che suggella e prova come Dio sia con Lui e anche con noi,con il popolo dei redenti da quella Redenzione e dei credenti in quella Resurrezione.

“O beati martiri,o grappoli umani della vite di Dio,

il vostro vino inebria la Chiesa.

Luci gloriose,divine ,che avete accettato con gioia

tutti i tormenti e vinto gli iniqui carnefici:

gloria alla potenza che vi ha assistito nel combattimento!

Il Dio venuto per la nostra salvezza abbia pietà di noi!”

(Rabulos di Edessa,autore siriaco)

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